Il Tirreno

Pistoia

RIFIUTI

Bottegone, discarica a cielo aperto davanti alle case

di Beatrice Faragli
Bottegone, discarica a cielo aperto davanti alle case

La denuncia dei residenti che tutti i giorni si trovano assediati dalla sporcizia abbandonata durante la notte

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PISTOIA. Lo scheletro di una barca a pochi passi dal portone di casa, che ormai naviga solo in mezzo a quintali di immondizia, ai vecchi resti di arredi domestici, a specchi rotti e a materassi su cui nessuno dorme più. Suo malgrado, via Vecchia Fiorentina, a Bottegone, da mesi ospita un parco dei divertimenti per topi, nell’indifferenza – così denunciano i residenti – di chi dovrebbe tutelare l’igiene e il pubblico decoro. A ridurla così sono stati i cittadini incivili. Di notte, complice la mancanza di lampioni, accostano l’auto al cassonetto - che puntualmente ignorano preferendo scaricare nel vicino piazzale - aprono la bauliera e tirano fuori gli avanzi della cena e i mobili da buttare. Qualcuno arriva a bordo di un camioncino, come l’ex proprietario della barca scaricata vicino al civico 209 di via Vecchia Fiorentina. Qui abita Angela Ciaramella, che da giorni alza invano la cornetta del telefono per chiamare «i vigili, l’asl, Publiambiente e persino i carabinieri».

Ma nessuno, «negli ultimi 40 giorni» spiega la residente, «è venuto a ritirare i rifiuti». Il problema va avanti da oltre un anno, da quando cioè la città di Quarrata, al confine con Bottegone, ha avviato il sistema di raccolta differenziata porta a porta. «Non possiamo vivere in queste condizioni e io non so più chi chiamare» taglia corto la donna. Nelle case vicino alla discarica abusiva, abitano anche dei bambini. La questione igiene pubblica è quindi doppiamente prioritaria. Anche perché, stando alla segnalazione della residente, nella zona calda al confine tra Quarrata e Pistoia scaricano di tutto, «anche secchi di acido e scarti industriali». I sacchi aumentano giorno dopo giorno, senza sosta, e con essi anche i topi. A vigilare sono sempre loro: i cittadini. «Qualche tempo fa – racconta la residente – beccai una signora a scaricare e lo sa cosa mi rispose? “Ma tanto c’è già casino qui”».

Spazzatura, dunque, chiama altra spazzatura, e gli incivili si danno appuntamento a cadenze abituali in questo tratto stradale di periferia. L’unico intervento fatto nelle ultime settimane è stato quello sulla barca abbandonata accanto al cassonetto. «E’ venuta una ditta specializzata a portar via qualche pezzo, il massimo, così mi hanno detto – precisa la Ciaramella – che poteva entrare nel furgone». Una condizione, questa, identica a quella in cui si trovano altre zone pistoiesi al confine con Agliana e Montale, dove da tempo è partita la raccolta porta a porta. Con il regime della differenziata, e con la sparizione dei raccoglitori stradali, i cittadini incivili finiscono per accanirsi sul primo cassonetto disponibile. O meglio, sulle aree vicini ai cassonetti, trasformate puntualmente in discariche. Il Comune di Pistoia, proprio per affrontare l’emergenza degli abbandoni, nella primavera del 2014 ha acquistato quattro microcamere di sorveglianza mobili da puntare nelle zone a rischio, riuscendo a incastrare e multare 51 furbetti (dato 2014). Nelle scorse settimane inoltre, l’amministrazione ha inasprito le sanzioni per gli abbandoni e, più in generale, per gli illeciti ambientali. Ad esempio, chi scarica rifiuti non pericolosi su aree pubbliche, rischia una multa da 140 euro invece che 50, mentre sale da 200 a 400 euro la sanzione per i pericolosi e gli ingombranti. La situazione tuttavia, di fatto, non sembra migliorare.

 

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