Il Tirreno

Pistoia

«Serve un piano per le antenne di telefonia»

Una mozione bipartisan di consiglieri di maggioranza e opposizione si appella al Comune

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PISTOIA. A Pistoia serve con urgenza un regolamento per la localizzazione delle antenne per la telefonia mobile. Il problema è aperto da anni e sta diventando sempre più pesante, ora che le diverse compagnie telefoniche stanno predisponendo gli investimenti per la nuova tecnologia Lte (4G), che obbliga tutti a potenziare gli impianti ed eventualmente a installare nuove antenne.

A chiedere il regolamento, di cui il Comune è sfornito, uno schieramento decisamente inedito e trasversale di consiglieri comunali: accanto agli esponenti dell’opposizione (Annamaria Celesti e Alesssandro Sabella di Forza Italia, Alessio Bartolomei di Pistoia Futura, Margherita Semplici e Alessandro Tomasi di Pistoia Domani, Maurizio Giorgi, Luca Rossi e Giacomo Del Bino dei 5 Stelle, Massimiliano Sforzi del gruppo mistro ex Sel) ci sono infatti ben quattro consiglieri di maggioranza: Andrea Betti di Progetto Toscana, Paolo Lattari di Pistoia Spirito Libero, Alterio Ciriello e Stefano Franceschi del Pd.

Solo l’approvazione di un Piano per la telefonia mobile – è il parere dei firmatari – consentirebbe al Comune di governare il fenomeno. La sua mancanza invece “inibisce oggi al Comune la possibilità di valutare e definire i luoghi consoni ad ospitare stazioni radio base per la telefonia mobile, tenendo conto del principio di minimizzazione del rischio, ottimizzando le richieste dei gestori che altrimenti localizzerebbero le medesime stazioni nel territorio senza un piano di valutazione atto a ridurre l'impatto sulla popolazione”.

Invece, osserva la mozione, dotarsi di un piano consentirebbe all’amministrazione di “individuare la miglior localizzazione possibile degli impianti, al fine di minimizzare i livelli di emissioni elettromagnetiche”; inoltre di “minimizzare l'impatto, anche visivo, degli impianti per telefonia mobile, relativamente al territorio, al paesaggio e al patrimonio storico, culturale ed ambientale del territorio”; quindi di “garantire una razionale distribuzione degli impianti di telecomunicazione per telefonia mobile anche attraverso iniziative di coordinamento delle richieste di autorizzazione presentate dai diversi gestori” inoltre di “assicurare preferenza a siti comunali o di proprietà pubblica, ove esistenti e disponibili, per la realizzazione delle installazioni, privilegiando comunque (anche al di fuori di aree pubbliche) soluzioni di utilizzo plurimo della medesima struttura, ove non esistano controindicazioni relative ai livelli di esposizione della popolazione”.

L’adozione del piano consentirebbe di avviare tavoli di confronto con le compagnie di “assicurando trasparenza dell'informazione e massima partecipazione alla cittadinanza e ai titolari di interessi pubblici o privati, ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati”.

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