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assenteismo sul lavoro

Publicontrolli, il pm chiede 4 condanne e 2 assoluzioni

Publicontrolli, il pm chiede 4 condanne e 2 assoluzioni

PISTOIA. Telefonare per i fatti propri o leggere il giornale al bar nei momenti di pausa dal lavoro? Non è un reato, al massimo una espressione di inerzia, magari moralmente stigmatizzabile ma non...

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PISTOIA. Telefonare per i fatti propri o leggere il giornale al bar nei momenti di pausa dal lavoro? Non è un reato, al massimo una espressione di inerzia, magari moralmente stigmatizzabile ma non perseguibile. Un reato lo è, eccome, invece, l’usare l’auto di servizio aziendale per recarsi a mangiare a casa: si tratta di peculato d’uso, un caso di scuola. Queste le considerazioni che hanno guidato il pm Giuseppe Grieco, ieri mattina, a chiedere le pene nei confronti dei sei imputati a conclusione della requisitoria nel processo ai verificatori di Publicontrolli. I sei ex tecnici dell’azienda per il controllo delle caldaie devono rispondere dei reati di truffa e peculato: in diverse occasioni erano stati sorpresi al bar, a fare la spesa, o comunque impegnati in altre attività durante la fascia oraria di lavoro, quando avrebbero dovuto recarsi dai cittadini che li attendevano per la verifica dei loro impianti termici. E siccome negli atti dell’inchiesta tale uso è addebitato solo ad alcuni degli imputati, ecco le scelte della procura: 9 mesi di carcere per gli imputati Lorenzo Bicci, 37 anni, di Pistoia; Gionata Lucchetti, 36, di Pistoia; Marco Valdisserri, 37 anni, di Pistoia; Andrea Bagni, 58 anni, di Agliana. Assoluzione, invece, per Vincenzo Montefusco, 46 anni, di Pistoia e per Vento Capecchi, 37 anni, sempre di Pistoia.

Per Publicontrolli, costituitasi parte civile, l’avvocato Roberto Ubaldi ha ribadito l’abbondanza di testimonianze contro l’atteggiamento assenteista, disinvolto e di scarsa produttività proprio dei sei imputati. I difensori degli imputati, infine, hanno messo in rilievo la mancanza di regole precise interne a Publicontrolli e i difetti organizzativi, che – quelli sì – provocavano contrattempi e viaggi a vuoto per i verificatori, che si ritrovavano spesso incolpevolmente disoccupati. Sentenza prevista per la prossima udienza, il 16 luglio.

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