Il Tirreno

Pistoia

Profughi, la denuncia del rischio business

Cormio: continue offerte di alloggi, qualcuno mi scavalca e contatta direttamente le cooperative

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SAN MARCELLO. «Se l’accoglienza ai profughi diventa un business, la situazione rischia di sfuggire di mano». È lo sfogo del sindaco di San Marcello, Silvia Cormio, preoccupata per le tante offerte di alloggi sul territorio montano che continuano ad arrivare da privati cittadini. «Da mesi – esordisce Cormio – ricevo ogni giorno email e telefonate da persone che comunicano la disponibilità di alloggi liberi e richiedono di potervi sistemare un certo numero profughi. C’è chi offre case sfitte e palazzine, chi addirittura si dice disponibile a prenderli dentro casa propria oppure in albergo nei periodi di bassa stagione turistica. Tutte richieste, peraltro, che a me giungono in ultima istanza. Gli interessati contattano direttamente le cooperative o il Prefetto, cercando di scavalcare il sindaco. Troppi cominciano a vederci un business e questo è allarmante. Chi scalpita per offrire sistemazioni, anche 50 posti letto per volta, non si domanda le conseguenze che potrebbe avere l’arrivo, nelle nostre piccole comunità, di un esercito di persone senza un lavoro, che non conoscono la lingua e le nostre abitudini? E delle difficoltà nel gestirle? Ho riferito di ciò al Prefetto- aggiunge Cormio - che ha fatto la sua parte, inserendo nel nuovo bando requisiti stringenti, dal punto di vista professionale e dei servizi garantiti, per i soggetti che dovranno gestire l’accoglienza. L’esperienza di Maresca ha dato ottimi frutti, perché condotta su un numero congruo di profughi e gestita da professionisti. Anche la popolazione ha dimostrato grande spirito di accoglienza. Ma con numeri troppo alti non si può garantire la pubblica sicurezza». A Lizzano, nella struttura della Curia, i profughi arriveranno nei prossimi giorni. «Abbiamo chiesto che siano il numero più basso possibile – aggiunge Cormio- e convocato un’assemblea con la popolazione per il 25 giugno alle 21».

Il business dei profughi, però, riguarda tutta la montagna. Se molti autoctoni sono reticenti all’accoglienza, a marciarci sopra sono spesso i proprietari di alloggi sfitti che non vivono sul posto. «Anch’io ho ricevuto richieste– spiega il sindaco di Cutigliano, Tommaso Braccesi – c’è chi ad esempio cerca di rimpiazzare l’affitto con questo tipo di introito. Come Comuni montani, stiamo affrontando la questione dell’accoglienza in maniera coesa, col sindaco Cormio che tira le fila anche nei rapporti col Prefetto. Non siamo comunque alla ricerca di nuovi posti:nell’accoglienza ai profughi, la montagna ha già dato un bel contributo».(e.v.)

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