Il dolore
Niente unificazione con il processo-bis
Il procedimento risultante sarebbe dovuto ricominciare da zero, si rischiavano tempi troppo lunghi
PISTOIA. Niente riunificazione per i due processi nati dall’inchiesta Untouchables. Quello più vecchio è nato da un decreto di giudizio immediato nel settembre 2012, che vede imputate 15 persone e che ha ormai quasi esaurito la lista testi dell’accusa (sono stati sentiti 52 su 63). L’altro sta partendo adesso e conta 28 imputati. Ma questi ultimi, così come i capi di imputazione, sono sostanzialmente gli stessi del fratello maggiore: solo gli episodi contestati sono diversi, anche se, secondo la procura, si tratta sempre di gare d’appalto pilotate. Proprio per questa palese sovrapposizione, ieri il procuratore capo Paolo Canessa e lo “storico” pm di Untouchables, Francesco Sottosanti, hanno chiesto l’unificazione dei due procedimenti per evidente “economia processuale”.
Di parere opposto il collegio dei difensori. Molti si sono opposti, altrettanti si sono dichiarati “remissivi”. Ma quasi tutti hanno sottolineato che, in caso di riunificazione, non avrebbero acconsentito all’utilizzo delle prove già formatesi nel procedimento più anziano. In pratica, l’eventuale processo unificato sarebbe dovuto ripartire da zero o quasi. Soprattutto per questo il collegio dei giudici, presieduto da Annamaria Sacco, alla fine ha respinto la riunione, perché si rischierebbe di violare il principio costituzionale della “ragionevole durata” del processo. Nuova udienza il 5 ottobre 2015.
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