Il Tirreno

Pistoia

Nascono le sentinelle del codice rosa

Massimo Vitulano
A Montale un gruppo di volontari contro la violenza sulle donne
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A Montale un gruppo di volontari contro la violenza sulle donne

Concluso il corso di formazione: 70 volontari segnaleranno ad Asl e procura i casi di violenza e maltrattamenti

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MONTALE Solo nel 2014, in provincia, il pronto soccorso di Pistoia ha ricevuto in carico 358 casi di violenza domestica, di cui 22 provenienti dal territorio del comune di Montale. I numeri mostrano un fenomeno preoccupante, in continuo aumento. Ciò che più sconvolge è sapere che, nella maggior parte dei casi, poche fra le vittime trovano la forza di denunciare i loro aggressori, di solito appartenenti allo stesso nucleo familiare. Per fortuna, da ora in avanti, avranno a disposizione un alleato in più. Sabato 13 giugno si è concluso il corso di formazione per diventare sentinelle del Codice Rosa. Il progetto, lanciato dalla Asl di Grosseto e adottato dalla Regione per tutte le aziende sanitarie locali, ha visto come enti capofila sul nostro territorio la Asl 3, la Procura della Repubblica di Pistoia, il Comune e la Misericordia di Montale.

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“Siamo riconoscenti verso tutti i soggetti coinvolti, che hanno collaborato all’efficace realizzazione di questo progetto pilota – ha affermato l’assessore alle pari opportunità Marianna Menicacci – Da oggi i 70 volontari che hanno partecipato al corso avranno la possibilità di agire concretamente, indirizzando nel migliore dei modi le vittime di violenza privata”. I volontari delle pubbliche assistenze, come ha ricordato nel corso della conferenza stampa Massimiliano Pieroni, presidente della Misericordia di Montale, godono di una posizione privilegiata: “Sono loro a entrare nelle case dei singoli cittadini per adempiere al proprio dovere e prestare i primi soccorsi in caso di emergenza. Ed è ancora grazie a loro se oggi sappiamo riconoscere deplorevoli atti che, purtroppo, non capitano solo in televisione”. Scopo di questa formazione, è mettere i volontari in condizione di segnalare all’Asl possibili atti di violenza a danno di tutti i soggetti a rischio, come possono essere minori, anziani e disabili, e non delle sole donne. Giunta la segnalazione, il pronto soccorso si occupa di dare la dovuta assistenza alle vittime di maltrattamenti, che vengono accolte all’interno di un apposito spazio chiamato la “Stanza rosa”. E’ a questo punto che entra in atto il protocollo d’intesa tra Asl e Procura, la quale accoglie immediatamente la segnalazione ricevuta, impegnando il magistrato competente a rispondere nel giro di 24 ore dalla ricezione. Valutato il caso, sempre con la massima priorità, sarà egli stesso a dare mandato alle forze dell’ordine di intervenire. “Già si iniziano a vedere i primi risultati. – ha commentato Monica Bani, coordinatrice del progetto per conto della Asl 3 – Proprio in questi giorni a Montale abbiamo soccorso un minore e una donna che sostenevano di essersi procurati dei lividi a causa di un incidente in bici e di uno svenimento. Solo grazie all’attenzione prestata dai volontari della Misericordia siamo stati in grado di individuare i segni della violenza e procedere di conseguenza”.

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