Lutto
Incinta e costretta a fare la fila all’ufficio postale di Capostrada
PISTOIA. Leila ha 29 anni, è incinta di 41 settimane, e a breve partorirà. Ieri mattina, come le capita spesso, si è recata alle poste per sbrigare alcune commissioni. In passato, ogni volta che si è...
PISTOIA. Leila ha 29 anni, è incinta di 41 settimane, e a breve partorirà. Ieri mattina, come le capita spesso, si è recata alle poste per sbrigare alcune commissioni. In passato, ogni volta che si è trovata in fila negli uffici di via Roma e viale Adua, nei pressi della farmacia comunale, i dipendenti allo sportello le hanno sempre dato la precedenza perché incinta. Ieri mattina, invece, nel piccolo ufficio di Capostrada, Leila ha aspettato per oltre un’ora, in piedi perché i posti a sedere erano tutti occupati, e quando si è avvicinata allo sportello per chiedere di poter passare si è sentita rispondere che doveva aspettare il suo turno. «Non mi era mai capitato – racconta. Vado spesso alle poste, e mi è sempre stata data la precedenza. Ieri mattina, invece, quando ho chiesto spiegazioni è arrivata la direttrice che si è anche arrabbiata e ha cominciato a urlarmi contro». Leila racconta di essersi sentita dire che non aveva alcun diritto di saltare la coda e che la concessione della precedenza è a discrezione dell’ufficio e dell’impiegato allo sportello. «Ci sono rimasta così male che alla fine ho pianto e sono andata via. Non tanto per quello che mi è stato detto, ma per il modo in cui la direttrice della filiale si è arrabbiata e ha alzato la voce – continua Leila. Spero che queste cose non accadano di frequente» conclude. A fronte di queste affermazioni, il personale contattato in vari uffici delle poste fa sapere di non avere l’autorizzazione a rilasciare dichiarazioni alla stampa. (v.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google