Il dolore
Nascerà una holding unica per AnsaldoBreda e Ansaldo Sts
Le anticipazioni di Alistair Dormer, numero uno di Hitachi Rail Europe. Prospettive di sviluppo per l'azienda pistoiese-napoletana. La prossima settimana incontro a Roma con i sindacati
PISTOIA.Una unica holding italiana controllerà AnsaldoBreda e Ansaldo Sts, i due gruppi che Hitachi ha deciso di acquistare da Finmeccanica. L'azienda ferroviaria pistoiese-napoletana si ritroverà quindi a fianco dei "cugini" del segnalamento, dando così vita - sia pure sotto le insegne della giapponese Hitachi - di quel "polo nazionale ferroviario" per tanti anni inutilmente inseguito da istituzioni pistoiesi e toscane in generale, forze politiche e sindacali.
A rivelarlo all'Ansa, Alistair Dormer, il numero uno delle attività ferroviarie del gruppo nipponico, che ha parlato di "prossima costituzione" per la holding. Dormer, che tra martedì 16 e mercoledì 17 giugno, incontrerà a Roma i sindacati, ha anche anticipato che "se l'impianto Hitachi nel Regno Unito per la produzioni di vagoni ferroviari, grazie a una maxi commessa continuerà a lavorare a pieno ritmo fino al 2019, è possibile che le strutture AnsaldoBreda possano farsi carico degli altri contratti di Hitachi in Europa o in Asia".
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Dormer ha aggiunto che arriverà "entro la fine dell'anno" la conclusione formale dell'acquisto di AnsaldoBreda e Ansaldo Sts. A frenare i tempi del perfezionamento dell'accordo di massima, già raggiunto con Finmeccanica alla fine di febbraio 2015, è l'autorità antitrust cinese, che non ha ancora rilasciato il proprio nulla osta all'operazione, come è invece avvenuto in Usa, Ue e Corea del Sud.Il manager ha ribadito la volontà del gruppo di mantenere i livelli occupazionali e gli impianti in Italia delle due società che integrano e rafforzano l'offerta del colosso giapponese, con un occhio puntato a India e Sudest asiatico, i mercati che nel 2017-2019 dovrebbero registrare "una forte crescita" nel settore ferroviario.
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In base alle proiezioni aggiornate viste nell'incontro con gli analisti, il fatturato generato all'estero dovrebbe passare dal 38% dell'anno fiscale 2014 al 62% di quello attuale, al 31 marzo 2016, rimarcando appunto il nuovo carattere più globale. "Nessun cambio di programma, la nostra strategia è far crescere il business, non ridurlo", assicura sul futuro degli asset italiani, gettando poi le prime linee dell'inevitabile processo di integrazione che non potrà che partire "dal sistema delle forniture. Lì - osserva - si potranno creare sinergie e bisogna vedere chi spende meno". In ogni caso, "c'è prima il 'closing' e poi l'approfondimento dei rapporti senza essere arroganti. Cercheremo insieme la soluzione migliore". Dormer è convinto che anche AnsaldoBreda, la compagnia con più complessità da risolvere, possa tornare a breve a risultati solidi, mentre Ansaldo Sts, leader mondiale nella segnaletica, è in ottima condizione considerando anche il portafoglio ordini.
Il manager racconta anche della recente missione in Italia, fatta, tra gli altri, col numero uno della conglomerata Hiroaki Nakanishi, e degli incontri positivi avuti ("sorpreso dalla positività riscontrata sull'arrivo di Hitachi"), incluso quelli con il premier Matteo Renzi ("impressionato dalla sua energia") e il sindaco di Firenze, Dario Nardella.
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