Sicurezza
Gettoni di presenza da restituire
Le richieste stanno arrivando ai capigruppo di Provincia e Comuni nel 2009-2010
PISTOIA. La Corte dei conti è arrivata anche a Pistoia, a chiedere ai capigruppo del consiglio provinciale e dei consigli comunali i gettoni di presenza incassati ma non dovuti. In questi giorni gli amministratori coinvolti, una quindicina circa solo a Pistoia, hanno ricevuto le lettere dalle rispettive amministrazioni, che chiedono la restituzione dei gettoni riscossi per la partecipazione alle riunioni delle conferenze dei capigruppo tra il gennaio 2009 e il marzo del 2010. Si tratta di somme non banali, in alcuni casi: quasi 1.800 euro per Andrea Betti, all’epoca capogruppo in Provincia, oltre tremila per Giovanni Sarteschi, dal 2012 capogruppo Pd a Palazzo di Giano ma in precedenza al timone del gruppo a Palazzo Baly.
Ma da cosa nasce questa richiesta di restituzione? L’atto iniziale è la legge finanziaria 2009, che modificò il testo unico enti locali, escludendo il gettone di presenza per la partecipazione alla conferenza dei capigruppo. Quest’ultima – lo ricordiamo – è l’assemblea di tutti i capigruppo di un consiglio, che insieme al presidente dell’assemblea, organizza i lavori del consiglio stesso, il suo ordine del giorno e così via. Di norme si riunisce qualche giorno prima dell’assemblea (quindi può accadere che venga convocata anche 4 volte in un mese). Sull’esatta interpretazione della norma, ci sono stati alcuni mesi di discussione, poi (a marzo 2010) anche a Pistoia ci si è adeguati. Ma per i soldi da gennaio 2009 fino ad allora? Si tratterebbe di somme indebitamente percepite, anche se gli allora capigruppo non ne hanno certo responsabilità. Per questo adesso viene chiesto loro di restituire le somme, con delle lettere che vengono descritte come quanto meno imbarazzate nei toni. «E oltretutto – sottolinea uno di quelli chiamati a pagare, Paolo Lattari – lo Stato adesso mi chiede le somme al loro delle tasse, mentre io i gettoni li ho incassati al netto».
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