Costantini lascia, cambiano i giudici del processo Sichi
Il magistrato ha ottenuto il trasferimento al tribunale di Siena, ora sarà nominato un nuovo collegio per il dibattimento unificato sull’ammanco alla Comunità montana
PISTOIA. Bisognerà aspettare novembre per veder proseguire il suo cammino il nuovo processo unificato per l’ammanco alla Comunità montana. All’udienza di ieri, infatti, il tribunale ha provveduto formalmente all’unificazione dei due procedimenti scaturiti dall’inchiesta, ma ha poi proceduto ad un rinvio di ben sei mesi, al 26 novembre prossimo. La ragione è semplice: nel frattempo il collegio giudicante sarà cambiato, perché il presidente di quello attuale, Luciano Costantini, sarà trasferito al tribunale di Siena. È stato lo stesso Costantini a darne informazione nel corso dell’udienza di ieri.In tribunale, comunque, la partenza di Luciano Costantini non era più un mistero per nessuno. Magistrato tra i più conosciuti e stimati, 53 anni, originario di Perugia, Costantini è arrivato a Pistoia nel 1994 e per dieci anni ha lavorato come pubblico ministero. Dopo una parentesi da giudice civile, nel 2008 è passato alla magistratura penale (attualmente è coordinatore della sezione). A Pistoia è approdato quindi ormai ben ventuno anni fa: proveniva da un’esperienza forte, quella di pm alla procura della repubblica di Marsala, sotto la guida di Paolo Borsellino.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11596738:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11596738:1652175137/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Costantini aveva fatto domanda di trasferimento nel luglio dello scorso anno, ma il plenum del Csm gli ha concesso il via libera soltanto mercoledì scorso. Andrà al tribunale di Siena, mentre ancora non si sa chi prenderà il suo posto a Pistoia. Nella scala di anzianità, comunque, dopo di lui si trova Roberto Tredici, attualmente in tribunale con funzioni di giudice delle indagini preliminari. Il trasferimento dovrebbe scattare dopo l’estate: quindi processi al loro inizio, come quello a Sichi e agli altri imputati, non avrebbero potuto comunque concludersi in tempo.
Ma torniamo alla Comunità montana. I due giudizi che d’ora in poi costituiranno un solo processo sono quello aperto nei confronti di Giuliano Sichi, ex economo della Comunità, accusato di peculato per aver sottratto dal 2001 al 2011 oltre un milione alle casse dell’ente; e quello che vede imputati gli ex dirigenti della Comunità Rosa Apolito e Roberto Fedeli e i sindaci revisori Antonella Giovannetti e Alessandro Michelotti, accusati di concorso doloso in peculato per omissione. In sostanza non avrebbero vigilato nel modo dovuto sull’operato di Sichi.
In margine all’udienza, Giuliano Sichi ha dichiarato di aver depositato una richiesta di restituzione di 160.000 euro versati a suo tempo alla Comunità montana, in quanto versamento effettuato “sine titulo”, cioè senza averne il titolo necessario. A cosa si riferisce il versamento? Sichi e il suo avvocato, Pamela Bonaiuti, hanno ribattuto di non poterne parlare «per la presenza del segreto istruttorio».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
