Picchiavano i bambini, condanna definitiva per le due maestre dell’asilo degli orrori
Pistoia, la Corte di Cassazione respinge i ricorsi e conferma le pene: a giorni per Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce si apriranno le porte del carcere
PISTOIA. Già entro la prossima settimana si potrebbero aprire le porte del carcere per Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. Per le due maestre dell'asilo privato Cip Ciop di Pistoia, infatti, nella notte di mercoledì 10 a Roma è arrivata la condanna definitiva da parte della Cassazione. La Corte infatti ha respinto i ricorsi presentati dopo la condanna in appello, giudicandoli inammissibili.
Confermate, quindi, le pene infltte in appello: 6 anni e 4 mesi per la prima, 5 anni per la seconda. La sentenza passerà perciò in giudicato e, dopo il deposito, sarà trasmessa a Genova – sede del processo di primo e secondo grado – per l'esecuzione dell'ordine di carcerazione.
Le due maestre, condannate per i maltrattamenti ai bambini loro affidati e le conseguenti lesioni psicologiche loro causate, dovranno rimanere in cella a lungo, anche considerando i 173 giorni di carcere già scontati e il mese passato agli arresti domiciliari come misura cautelare disposta dal gip del tribunale di Pistoia.
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Le pesanti condanne per le due maestre, al netto dello sconto di un terzo della pena ottenuto per la scelta di essere giudicate con il rito abbreviato, erano arrivate nel dicembre 2012. Le due imputate erano state condannate anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al risarcimento del danno nei confronti di tutte le parti civili: i 25 bambini dell'asilo e i loro genitori costituiti in giudizio; il Comune di Pistoia, per il danno d'immagine subito, e l'associazione "Sos angeli onlus".
In realtà, il pubblico ministero Silvio Franz aveva chiesto pene ancora più pesanti: la condanna a 8 e 6 anni di reclusione.
Nel marzo dello scorso anno è arrivata la conferma della sentenza da parte della Corte d’appello. Gli avvocati difensori (Alessandro Mencarelli e Stefano Panconesi per la Scuderi e Alberto Rocca per la Pesce)avevano puntato su uno sconto di pena, puntando le loro arringhe sulla concessione delle attenuanti generiche (dal fatto di essere incensurate al risarcimento danni), ma la richiesta non era stata accolta dai giudici.
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Le maestre furono arrestate il 2 dicembre del 2009, inchiodate da una serie di immagini delle telecamere piazzate nell’asilo dalla polizia dopo la segnalazione di alcuni genitori. La vicenda del Cip Ciop aveva letteralmente sconvolto Pistoia. In un primo momento ci furono tante mamme che difesero le maestre. Ma solo fino a quando la Procura divulgò le immagine registrate dentro l'asilo-lager: un bambino costretto a mangiare quello che aveva appena vomitato; altri obbligati a mangiare dopo essere stati afferrati per i capelli e sbattuti con la nuca sulla spalliera del seggiolone; bambini a cui veniva aperta a forza la bocca per poi essere obbligati a deglutire con un bavaglino premuto per alcuni lunghi secondi sul volto; altri ancora presi a schiaffi o a botte sulla testa affinché obbedissero agli ordini; e per la maggior parte del tempo - fatti sparire tutti i giochi non appena i genitori si allontanavano - i piccoli venivano costretti a starsene da soli, seduti a terra, in una stanza senza sorveglianza; se poi piangevano, per non farne sentirne i gemiti, veniva alzato il volume della radio…
Lesioni psichiche gravi con sintomi post stress fu poi il responso della perizia psichiatrica condotta su 18 dei bambini che frequentarono in quel periodo l'asilo di Sant'Agostino. Perizia eseguita dal professor Paolo Cornaglia Ferraris e dalla dottoressa Susanna Mazzucchelli su incarico del tribunale di Genova. Su 15 di questi bimbi i due consulenti riscontrarono lesioni psichiche gravi con esito superiore ai 40 giorni. Gli altri tre, invece, avevano secondo loro subito maltrattamenti psicologici indotti da quanto hanno visto, ma non lesioni psichiche gravi.
Mercoledì notte, per quelle vicende è arrivata la sentenza definitiva.
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La prima reazione alla decisione della Cassazione viene dall'associazione Vie dei Colori, che riunisce anche alcuni dei genitori che avevano bambini al Cip Ciop. "Siamo felici per questa sentenza". E l'avvocato Giulio Canobbio, del Foro di Genova, che rappresentava molti dei genitori: una decisione importante, si è tenuto conto delle lesioni subite dai bambini.
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