Il Tirreno

Pistoia

Oltre 300 persone chiamate a disegnare il futuro del Ceppo

di Alessandra Tuci
Oltre 300 persone chiamate a disegnare il futuro del Ceppo

Concluso il percorso partecipativo sulla Casa della Città Bertinelli: sarà un polo culturale, ma spazio anche al sociale

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PISTOIA. «Un’occasione straordinaria nel cuore della città per far sì che il Ceppo possa riappropriarsi di sé rappresentando una congiunzione con il passato ed una prosecuzione verso il futuro. Peccato che ci sia ancora molto scetticismo nel percepire questo passaggio come trasformazione in qualcosa di più importante e di più ricco di ciò che abbiamo oggi» con queste parole il sindaco Bertinelli ha definito la Casa della città che prenderà vita all’interno del vecchio ospedale.

Ieri, alla biblioteca San Giorgio, sono stati presentati gli esiti degli incontri e dei progetti di partecipazione che hanno animato in questi mesi il percorso partecipativo sulla Casa della Città, coinvolgendo 320 persone appartenenti a categorie economiche, ordini professionali, associazioni ed anche singoli cittadini. Tanti sono stati i suggerimenti e le proposte sulla Casa della città e che verranno vagliate dall’amministrazione comunale al fine di una completa sintonia con altre funzioni all’interno del Ceppo.

Il progetto infatti, voluto dall’ amministrazione, insieme a Regione Toscana e Asl, sulla base di un accordo di programma definito nelle scorse settimane, prevede due aree diverse ma interfunzionali che entreranno direttamente nelle disponibilità del Comune di Pistoia: l’area monumentale, suddivisa in Casa della Città, parte espositiva museale, start up d’impresa, co-working ed alcuni servizi di sportello del Comune attualmente collocati in più sedi, e l’area del padiglione della Cassa di risparmio, in cui sarà ospitato il Palazzo di giustizia oppure alcune uffici comunali e la succursale del Liceo artistico Petrocchi. In altri edifici di più recente costruzione troveranno posto alcune funzioni di tipo sanitario di livello territoriale e di quartiere.

Al centro delle trasformazioni ci sarà la realizzazione di un grande parco cittadino attrezzato, con percorsi ciclopedonali e giardini che formino un sistema ad alta naturalità, che oltre a svolgere il ruolo di tessuto connettivo delle funzioni del nuovo quartiere urbano, contribuirà in modo significativo alla formazione di una rete di connessioni con le altre aree pubbliche, verdi (in particolare l’area del padiglione emodialisi, il nuovo giardino di Villa Capecchi con i giochi realizzati da artisti contemporanei, il giardino del Carbonile, piazza del Carmine, il giardino di Palazzo Fabroni) o piazze pavimentate della città, dentro e fuori le mura.

«In questi mesi ci sono stati tanti incontri con l’apporto di contributi fondamentali –spiega Maria Rosaria Tartarico, coordinatrice percorso partecipativo- Siamo riusciti a coinvolgere 320 persone ed anche alcuni ragazzi dell’istituto Fedi-Fermi. La Casa della città è stata pensata come un luogo polifunzionale: molte sono le proposte di carattere culturale ed espositive, altre invece di carattere sociale, per chi intravede in essa una casa dei diritti e della legalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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