Il dolore
Quarrata, bocciato il bilancio 2013
Pronunciamento della Corte dei conti, che rileva irregolarità. Musumeci: succede ovunque, colpa delle modifiche di legge
“Gravi irregolarità e criticità” nel rendiconto della gestione finanziaria del 2013 per il Comune di Quarrata. Lo stabilisce la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Toscana, nella pronuncia di accertamento del 9 aprile scorso, che boccia il bilancio comunale ordinando all’ente di adottare “i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio”. Nel caso in cui il Comune non dia risposta adeguata alla magistratura contabile, “sarà preclusa – continua il pronunciamento - l’attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria”. La questione era all’ordine del giorno della commissione affari generali di ieri sera. Abbiamo chiesto spiegazioni all’assessore al bilancio Riccardo Musumeci che però, prima di intervenire pubblicamente sull’atto della Corte dei conti, dichiara di voler informare la sua maggioranza e i componenti della commissione. L’assessore ha precisato soltanto che si tratta di un pronunciamento arrivato anche a molti altri Comuni in Toscana, «dovuto – sottolinea - a una modifica di legge». Un simile atto, sempre in riferimento al 2013, è stato deliberato anche per il Comune di Pistoia nelle scorse settimane. In quest’ultimo caso l’amministrazione comunale ha respinto ogni accusa ritenendo la “bocciatura” frutto di un’errata interpretazione delle vigenti disposizioni di legge da parte della Corte toscana. Dall’ente pistoiese hanno parlato di “delibere sostanzialmente fotocopia l’una dell’altra in decine di Comuni toscani” e, proprio per questo, hanno chiesto un intervento da parte dell’Anci. In attesa dunque delle eventuali delucidazioni anche da parte del Comune di Quarrata, a cantare per ora è la carta della sezione regionale di controllo. “La Sezione – questo uno stralcio dell’atto pubblico del 9 aprile scorso – non ritiene corretta la metodologia contabile di rilevazione delle poste vincolate in termini di cassa (basata sull’esclusione di talune tipologie di entrare dai vincoli di cassa), poiché la stessa non permette di quantificare l’ammontare complessivo delle entrate vincolate nella destinazione e l’eventuale loro impiego per il pagamento di spese correnti nel corso del 2013. In tal modo non solo si determina una rappresentazione non veritiera delle effettive consistenze di cassa, ma, soprattutto, non vengono alla luce eventuali situazioni di precarietà del bilancio, quali quelle che conseguono al ripetuto o costante utilizzo di fondi vincolati per il pagamento di spese correnti. Sintomo, questo, dell’impossibilità di finanziare le spese ordinarie con le risorse destinate alla generalità di bilancio”. Nel testo emergono “violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”e anche un “rischio ripercussioni sugli equilibri di bilancio”.
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