Gioco
Intanto dieci operai lasciano: per loro 15.000 euro lordi di buonuscita
PISTOIA. È un accordo frutto di una complessa mediazione, e che il risultato non soddisfi pienamente nessuna delle parti Marco Del Cimmuto (Cgil) non lo nasconde. «Siamo, da un lato, soddisfatti...
PISTOIA. È un accordo frutto di una complessa mediazione, e che il risultato non soddisfi pienamente nessuna delle parti Marco Del Cimmuto (Cgil) non lo nasconde. «Siamo, da un lato, soddisfatti perché quelli che per noi erano punti fermi non sono stati alla fine intaccati: la mobilità su base volontaria, il ricorso agli ammortizzatori sociali, la volontà di fare investimenti. Tutto questo è stato raggiunto all’interno di un accordo che è comunque una mediazione. L’azienda affronterà un processo di ristrutturazione importante. La sensazione è che non sarà facile trovare 24 dipendenti disponibili a lasciare la cartiera entro il 30 novembre, ma non ci saranno licenziamenti».
Molti operai sono alla San Felice da oltre dieci anni, hanno un’età compresa tra i 40 e i 50 anni. Difficile una ricollocazione sul mercato. Una decina, ieri pomeriggio, hanno firmato il licenziamento su base non oppositiva alla sede dell’Associazione Industriali. Alcuni, invece, non intendono venire incontro alle richieste aziendali: «Sono stato contattato nei giorni scorsi - ci racconta un dipendente - Mi è sembrato un ricatto bello e buono, mi è stato detto che anch’io sarei tra quelli individuati dall’azienda. Che mi avrebbero dato 15.000 euro lordi di buonuscita più due mensilità. Io ho una moglie disabile al 100% e nei mesi scorsi sono dovuto rimanere frequentemente a casa, usufruendo della legge 104, per assisterla. Metà del mio stipendio se ne va in farmaci. Non è un gioco da ragazzi ritrovare lavoro a quest’età. Non sono disponibile a firmare a quelle condizioni». (t.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google