Gioco
Cartiera, altri otto mesi di solidarietà
Pistoia, firmata l’intesa coi sindacati: alla San Felice mobilità volontaria per un massimo di 24 lavoratori. I Carrara: investiremo
PISTOIA. Mobilità su base volontaria, altri otto mesi di contratto di solidarietà e una promessa - per ora priva di particolari - di investire. Sono serviti tre mesi di trattative per togliere dalla testa dei lavoratori della cartiera la spada di Damocle dei licenziamenti collettivi.
La San Felice Spa - azienda che fa parte del Gruppo Carrara, nota dinastia di imprenditori pistoiesi - continua a tagliare personale. Sostiene di non poter fare diversamente, perché la crisi si è fatta sentire forte nel settore cartario, soprattutto per la San Felice che produce cartone per vassoi da pasticceria e scatole da scarpe. Ma accetta la mediazione sindacale di non usare la scure dei licenziamenti collettivi.
Dopo i periodi floridi degli anni ’60, ’70 e ’80, con lo stabilimento di Piteccio che vedeva al lavoro oltre cento dipendenti, negli ultimi anni il personale è diminuito, fino ad arrivare ai 75 lavoratori del 2014. Nel marzo dello scorso anno la proprietà (presidente del cda è Alessandro Carrara) ha aperto una procedura di mobilità per 34 lavoratori.
È stato raggiunto un accordo coi sindacati per un massimo di 20 mobilità su base volontaria entro fine anno, e al 31 dicembre sono stati 14 gli operai che hanno lasciato la cartiera. Tre mesi fa una nuova procedura: stavolta per 25 dei 61 dipendenti rimasti. L’azienda ha rimarcato la necessità di una forte ristrutturazione. Non può permettersi quel numero di lavoratori, anche perché alcune parti del lavoro saranno automatizzate grazie all’innesto di nuovi macchinari. Ma il personale risulterebbe in eccesso in tutti i comparti, e difatti nella bozza presentata ai sindacati c’erano esuberi un po’ dappertutto, dai magazzinieri agli impiegati.
Dopo la fine dei termini di legge per la trattativa in sede sindacale si è aperta la fase della trattativa in sede amministrativa, che doveva chiudersi il 30 maggio ed è stata prolungata fino all’8 giugno per dare modo a Cgil, Cisl e Uil di comunicare ai lavoratori i nuovi termini: 16 mobilità su base volontaria e 9 licenziamenti.
Nell’incontro di ieri in Assindustria, davanti al funzionario dell’Associazione Industriali Alessandro Vaiani, si sono ritrovati Anna Tacchini (referente della San Felice Spa) e i rappresentanti sindacali Marco Del Cimmuto, della Cgil, Fabio Guerri, della Cisl, e, per la Uil, Alberto Morosi, insieme alla Rsu aziendale.
«Siamo arrivati a un accordo - spiega Del Cimmuto - Ventiquattro mobilità volontarie, anziché le 25 previste inizialmente, otto mesi di contratto di solidarietà e in più l’azienda ha promesso di investire». In pratica la San Felice Spa escluderebbe l’ipotesi di cessare l’attività, ribadendo però la necessità di ristrutturarsi sul mercato.
Al momento sono stati trovati una decina di lavoratori disponibili a lasciare la cartiera, e ieri pomeriggio hanno già firmato il licenziamento su base non oppositiva: consentirà loro di avere l’indennità di mobilità, più la buonuscita promessa di 15.000 euro lordi con le due mensilità previste dalla legge per il mancato preavviso.
La sensazione è che difficilmente saranno trovate 24 persone disposte a lasciare l’azienda entro il termine stabilito (30 novembre 2015), ma la San Felice Spa è tornata indietro sull’ipotesi licenziamenti. Sarà invece rinnovato il contratto di solidarietà, da oggi fino al 9 febbraio 2015.
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