Il dolore
La concorrenza sleale della Tari
Cna: aziende identiche ma tasse anche raddoppiate a seconda del comune in cui hanno sede
PISTOIA. Tari, una tassa tutta da rifare. Da qui nasce l’iniziativa “Rifiutiamoci-Tari tutto da rifare”, organizzata dalla Cna di Pistoia, Prato e Firenze per giovedì alle 17 a Villa Smilea, a Montale. L’evento è finalizzato a sensibilizzare le pubbliche amministrazioni locali sulle problematiche relative all’attuale tassa comunale sui rifiuti urbani che «grava in modo iniquo su cittadinanza ed imprese a causa della disparità di regolamenti nei diversi comuni».
Per dirla in parole povere: è il Comune in cui è ubicata una determinata azienda a fare la differenza, perché ognuno ha il proprio regolamento e la propria tassazione. Due aziende dello stesso tipo, magari vicinissime tra loro, pagano tasse differenti perché si trovano fisicamente in due comuni diversi. Ad esempio, un’attività artigianale come parrucchiere, barbiere ed estetista, ha dovuto pagare nel 2014 a Pistoia una tassa di 724,5 euro per 200 metri di superficie; lo stesso tipo di attività, sempre per 200 metri quadrati di superficie, ha sborsato invece ben 1.127,7 euro nel comune di Serravalle. Ad Agliana la stessa attività ha pagato 680 euro, mentre a Quarrata 760 euro.
Per questo motivo i rappresentanti della Cna chiederanno agli amministratori presenti di firmare un accordo finalizzato alla realizzazione di un regolamento unico, all’esclusione dall’applicazione della Tari dalle superfici dove si producono rifiuti speciali e, infine, all’istituzione di una consulta tecnica permanente, per una consultazione prima della stesura del regolamento.
«Chiediamo un regolamento unico ed equo per tutto il territorio. Com’è possibile che aziende di identiche caratteristiche debbano pagare una tassa sui rifiuti diversa, anche di centinaia di euro, a fronte dello stesso servizio, solo perché collocate in comuni diversi? – spiega Barbara Lucchesi, della Cna Pistoia – Questa è una grossa anomalia che altera l’equilibrio delle aziende e le loro condizioni di concorrenza».
Altro problema riguarda l’applicazione della Tari alle superfici in cui si producono rifiuti speciali, ovvero rifiuti non urbani: «Le aziende che producono questo tipo di rifiuti, come un calzaturificio o una falegnameria ad esempio, pagano due volte, cioè sia il costo dello smaltimento a cui devono provvedere in proprio, sia la tassa al Comune di riferimento. Prendiamo una carrozzeria di Pistoia di 600 metri quadri che, con una riduzione forfettaria prevista dalla legge del 35%, paga la Tari su 390 metri di superficie, per un totale di 1.513 euro. Volendo essere molto generosi, solo 100 metri di superficie saranno destinati ad uffici e magazzini che produrranno rifiuti urbani. Tassando solo questi, dove realmente si consuma, la carrozzeria dovrebbe pagare 388 euro, un quarto di ciò che in realtà è costretta a pagare, senza considerare il costo dello smaltimento che l’azienda deve sborsare a parte. Una vera e propria ingiustizia».
Saranno presenti e interverranno all’iniziativa: Ferdinando Betti, sindaco di Montale, Stefano Vivai, direttore della Csa, Alessia Bettini, presidente Ato Rifiuti Toscana, Monia Faltoni, assessore di Prato, Lorenzo Perra, assessore di Firenze, Daniela Belliti, assessore di Pistoia, Elena Calabria, presidente della Cna di Pistoia. A moderare l’iniziativa, il giornalista de Il Sole24 Ore Gianni Trovati.
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