Sicurezza
Al Mascagni gli studenti di “Fermi tutti!”
POPIGLIO. Torna al teatro Mascagni di Popiglio la compagnia teatrale "Fermi tutti!" dell’Istituto omnicomprensivo di San Marcello che questa sera e domani sera, sempre alle 21, debutta col nuovo...
POPIGLIO. Torna al teatro Mascagni di Popiglio la compagnia teatrale "Fermi tutti!" dell’Istituto omnicomprensivo di San Marcello che questa sera e domani sera, sempre alle 21, debutta col nuovo spettacolo “Dalla macchia alla fabbrica”.
Anche questa commedia è frutto del laboratorio teatrale attivo da 20 anni all’istituto superiore di San Marcello, diretto sempre dal professore di Italiano e storia, oggi in pensione, Gian Piero Cioni. Nel testo dello spettacolo, il prof regista ha cercato di pennellare qualche tratto della vita di una famiglia del Comune di San Marcello nel periodo immediatamente precedente la 1ª Guerra mondiale. La povertà regnava sovrana, la miseria era tanta, ma si affacciava la prospettiva di un lavoro sicuro e ben pagato, al riparo dalle intemperie, nelle fabbriche della Smi. Da qui il titolo del testo, che tratta però anche un altro tema importante: quello degli affidi. È stato proprio il Centro affidi di Pistoia, con cui la scuola ha avviato una collaborazione, a proporre l’inserimento nella commedia di questa problematica, per sensibilizzare il pubblico, vista la crescente necessità di famiglie disposte ad ospitare per qualche tempo ragazzi temporaneamente privi di stretti legami familiari.
Prima dello spettacolo, alcuni esponenti del Centro interverranno per illustrare la problematica. La commedia tratta anche il tema dell'emigrazione, un tempo molto diffusa fra la gente di montagna, mentre una particolarità è certamente il linguaggio che ricalca quello in uso soprattutto nei paesi al di qua dell'Oppio, nel versante adriatico del Comune di San Marcello. Massimo Biondi, in un suo scritto, afferma che da Ludovico Appiano nel '500 furono condotti a Maresca, più o meno con la forza, galeotti e prostitute di Piombino perché venissero ad abitare quei luoghi selvaggi dove però abbondavano acqua e legna, risorse indispensabili per il funzionamento delle ferriere. Da qui sarebbero derivate le diversità linguistiche tra i marescani ed gli abitanti delle vicine borgate. Questi modi di dire ed espressioni particolari col tempo sarebbero poi state acquisite anche dagli abitanti dei paesi limitrofi. (e.v.)
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