Il Tirreno

Pistoia

San Marcello deciso ad abbandonare l’Unione dei Comuni

di Elisa Valentini
San Marcello deciso ad abbandonare l’Unione dei Comuni

Il sindaco Cormio annuncia la presentazione di una delibera «Situazione preoccupante, mi dimetterò da presidente»

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SAN MARCELLO. L’Unione dei Comuni Appennino pistoiese sembra avere i giorni contati, almeno nell’attuale formazione. Il sindaco di San Marcello, Silvia Cormio, che è anche presidente dell’Unione, e quello di Sambuca, Fabio Micheletti, ovvero due dei cinque Comuni che la costituiscono, si dicono infatti pronti a levare le tende. E se la ricerca di una “exit strategy” dall’Unione da parte di Sambuca era nota da mesi, la decisione di San Marcello dà un ulteriore forte scossone all’ente sovracomunale.

«Stiamo valutando l’uscita dall’Unione – spiega il sindaco Cormio – La presentazione al nostro consiglio comunale di un’apposita delibera potrebbe essere vicina. Mancano i presupposti perché l’Unione funzioni e la situazione è preoccupante. Il ricorso al Tar presentato da Abetone contro le delibere approvate dall’Unione per fissare nuovi criteri di ripartizione delle spese (di cui tale Comune ha ottenuto la sospensiva, ndr) è ancora pendente. I tagli di risorse e i mancati trasferimenti dallo Stato ai Comuni generano grossi problemi economici all’Unione e minano la sua capacità di gestire le funzioni. L’Unione dovrebbe servire a razionalizzare le spese e rendere più efficienti di servizi, obiettivo che non riusciamo a perseguire. Anzi, si mettono a rischio i servizi».

«San Marcello – prosegue Cormio – avendo più di 5.000 abitanti, non è obbligato ad associare i servizi. Credo che la soluzione ottimale per il futuro sia comunque la fusione dei Comuni, meglio se a 4 (anche con Abetone e Cutigliano) oppure a due con Piteglio. Al più presto andrò in Regione per chiedere di nuovo un referendum consultivo. Nel frattempo valutiamo l’ipotesi di alcune convenzioni coi Comuni vicini, come Sambuca, tramite le quali potremo mantenere la delega della Forestazione. Quanto all’incarico di presidente – conclude – ho intenzione di dimettermi».

«Meglio uscire prima di fare troppi danni – fa eco Micheletti – L’Unione non decolla. La mancanza di volontà e la litigiosità interna non ci permettono di lavorare bene. Dopo tanti tentativi di conciliazione, è giunto il momento di staccarsi per il bene dei nostri cittadini».

Quanto al futuro «questa esperienza ci ha segnato – dichiara – punteremo a nuove convenzioni coi Comuni sia toscani che emiliani».

Se i due consigli comunali approveranno il recesso, questo sarà operativo dal 1° gennaio 2016 e l’Unione potrà andare avanti coi rimanenti Abetone, Cutigliano e Piteglio e proseguire all’accorpamento delle funzioni non ancora gestite dall’ente sovracomunale. Per le unioni montane, infatti, purché formate da almeno 3 comuni, il limite minimo di 5.000 abitanti è derogato. Tuttavia, se uno dei tre decidesse di staccarsi, allora l’Unione verrebbe meno.

Il sindaco di Piteglio, Luca Marmo, raccomanda di «non prendere decisioni di pancia, ma di muoversi con oculatezza per arrivare alla scelta più giusta». Il collega Giampiero Danti di Abetone punta il dito verso il Comune amministrato dalla Cormio: «A San Marcello non è mai importato davvero di questa Unione, lo dimostra la sua adesione con sole due funzioni sulle sei accorpate: la protezione civile per obbligo ed il sociale per convenienza».

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