Il Tirreno

Pistoia

inchiesta

Danneggiava i bus del Copit affinché lo chiamassero a ripararli

Massimo Donati
Il deposito del Copit in via dell'Annona
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Il deposito del Copit in via dell'Annona

Pistoia, indagato per frode l’imprenditore titolare della ditta che aveva il contratto di assistenza con l’azienda di trasporti

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PISTOIA. Ad incastrarlo sono state le telecamere di sorveglianza in funzione nel piazzale del deposito di via dell’Annona. I fotogrammi isolati dagli investigatori dei carabinieri hanno confermato in pieno le dichiarazioni dell’ex dipendente dell’azienda a cui era affidato il servizio di riparazione degli allestimenti interni dei pullman del Copit. Lui, il presidente in persona del consiglio di amministrazione, è stato immortalato mentre, armato di taglierino, danneggiava i sedili: in tutto, gli viene contestato adesso, 18 sedili su 6 diversi veicoli dell’azienda di trasporti pubblici, quelli blu, utilizzati per i servizi extraurbani.

Il fatto – l’unico, al momento che la procura di Pistoia gli contesta – risale al periodo tra il febbraio e il marzo dello scorso anno. Ma è di ieri mattina l’esecuzione dell’ordinanza con cui il gip del tribunale, Roberto Tredici, ha applicato nel confronti del quarantaduenne imprenditore pugliese la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza (in Sardegna) e la misura interdittiva di esercitare per un anno la funzione di presidente del cda della società.

I reati che gli vengono contestati dal pm titolare dell’inchiesta, Luigi Boccia, sono quelli di danneggiamento aggravato e di frode nelle pubbliche forniture.

L’indagine, come detto, era partita all’indomani della segnalazione da parte di un ex dipendente, che pare abbia assistito di persona al danneggiamento messo in atto a Pistoia, che a quanto pare aveva lo scopo di procacciare altri affari all’azienda di cui l’indagato è titolare. I carabinieri della sezione di pg della procura e del Nucleo investigativo del comando provinciale hanno accertato che l’azienda in questione, la cui sede legale si trova in Sardegna, aveva un contratto con il Copit per la manutenzione dei sedili, dei parabrezza e degli altri finestrini dei veicoli. Un tipo di contratto che aveva anche con altre grandi aziende di trasporto in tutta Italia.

Dal Copit di Pistoia l’azienda veniva contattata tutte le volte che c’era bisogno di effettuare una riparazione: dalla Puglia partiva un furgone attrezzato, con a bordo già tutti i pezzi di ricambio necessari per sostituire le parti danneggiate di quel determinato modello di pullman da riparare.

E così era stato anche verso la fine dell’inverno 2014, quando a bordo del furgone, per riparare tre sedili di un veicolo, erano arrivati lo stesso titolare dell’azienda e il dipendente che poi avrebbe fatto la segnalazione alla procura. In occasione della riparazione, il quarantaduenne imprenditore pugliese avrebbe approfittato del fatto di aver libero accesso al deposito del Copit per salire a bordo di sei pullman e tagliare il rivestimento di 18 sedili. Sedili che in seguito la sua ditta era stata chiamata a riparare, rimettendo una fattura di 540 euro: 30 euro per ogni sedile.

Al momento questo è l’unico episodio di danneggiamento e di frode contestato dalla procura, ma le indagini proseguono. Intanto, il pm ha ottenuto dal gip le misure cautelari ed interdittive per il rischio di reiterazione del reato.

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