Proteste
Biagini e il titolo di vicecampione d'Italia vinto dall'U.19
Il tecnico dell’Officina Fattori Pistoia Basket Under 19 racconta la crescita dei ragazzi diventati vicecampioni d’Italia nelle finali disputate a Torino
PISTOIA. Non è facile parlare con Cristiano Biagini, fresco del titolo di vice- campione d’Italia con la sua Under 19 targata Officina Fattori e decretato miglior coach delle finali nazionali di Torino. Il suo telefono squilla in continuazione, «tante società mi chiamano per chiedermi informazioni sui ragazzi» ci tiene a dire lui, lasciando la maggior parte della scena ai suoi giocatori, oggi a questo gruppo che ha portato altissimo il nome di Pistoia in Italia come ieri lo ha fatto per le diverse squadre in canotta biancorossa che negli anni ha portato alle finali nazionali (tra qualche settimana ripartirà con l'Under 17 targata Dife per una nuova avventura tricolore).
Coach Biagini, ci racconta questa settimana di Torino?
«E’ stata un’esperienza incredibile, formativa per me e per i ragazzi. C’è stato un gran lavoro da parte dello staff tecnico, perché giocando tutti i giorni, ci sono state tante cose da fare. E’ stata una vera escalation di emozioni».
Prima delle finali scudetto, non aveva nascosto il valore della squadra. Ma si aspettava che arrivasse così lontano?
«Noi avevamo la sensazione di aver allestito un buon gruppo ma avevamo avuto un po’ di problemi di avvicinamento a Torino. Diciamo che arrivare a perdere la finale scudetto per un punto, con tutte le cose che sono successe, è stato un risultato inaspettato ma ci eravamo accorti che questo gruppo cresceva gara dopo gara».
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Pistoia ha vinto tanti premi individuali con Luca Severini (nel miglior quintetto delle finali) e con lei, premiato come miglior coach…
«Un premio che voglio dividere con la famiglia del Pistoia Basket Academy e non lo dico per dire. Questi ragazzi prima sono stati allenati da altri allenatori e altri tecnici li hanno allenati con me quest’anno. Il premio è stato dato a me ma io dovrei fare un monumento a Fiorello Toppo, Roberto Marconato, Mario Breschi. Non saremmo arrivati dove siamo senza i consigli di Gek Galanda, senza Stefano Della Rosa che si è occupato dei ragazzi tutto l’anno e non solo della parte sportiva. C’è Salerni, ci sono i preparatori atletici…è questa idea di grande famiglia che ha contraddistinto la nostra Academy e che i ragazzi, anche quelli che non sono di proprietà del Pistoia Basket hanno sentito, che si merita un premio».
Alla luce delle dichiarazioni del presidente Maltinti sulla necessità di puntare sui giovani italiani anche per esigenze di budget, cosa può rappresentare per il Pistoia Basket il traguardo raggiunto dall’Under 19?
«Penso che il nostro settore giovanile e l’Under 19 in particolare possa essere un buon punto di appoggio. Con i giovani c’è bisogno di fare progetti e ragionamenti seri, lo dico in generale, altrimenti si possono bruciare. Ma se qualcuno avrà la possibilità di essere inserito in un progetto serio, penso possa far bene».
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