Il Tirreno

Pistoia

Un nuovo romanzo per Antonio Fusco

Stefano Fiori
Antonio Fusco, vicequestore di Pistoia e capo della Squadra mobile
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Antonio Fusco, vicequestore di Pistoia e capo della Squadra mobile

“La Pietà dell’acqua”: la seconda fatica letteraria del capo della Squadra mobile pistoiese sarà a giorni in libreria

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PISTOIA. «Anche la fine ha un suo inizio. Un punto di svolta verso una direzione obbligata, senza ritorno. Quando li vide arrivare sapeva che lo avrebbero ucciso...». Un incipit carico di promesse, tutte mantenute, per quella che è la seconda fatica editoriale di Antonio Fusco, funzionario della Polizia di stato, criminologo forense e dirigente della Squadra mobile della questura di Pistoia.

Sempre con Giunti editore, e dopo il clamoroso successo del suo romanzo d’esordio “Ogni giorno ha il suo male” – pubblicato appena un anno fa e le cui vendite si misurano ormai nell’ordine delle decine di migliaia di copie – Fusco torna nelle librerie con il suo commissario Casabona: “La Pietà dell'Acqua”, un romanzo che l’autore stesso accetta di definire come Noir mediterraneo, stavolta con dei precisi riferimenti storici, riguardanti le stragi compiute dall’esercito tedesco nella parte conclusiva della Seconda guerra mondiale.

Si aspettava un successo simile per il suo primo romanzo?

«Io sono un ottimista di natura, ma le oltre 20.000 copie vendute con “Ogni giorno ha il suo male” sono un risultato eccezionale, inatteso. Senza contare gli 11.000 contatti su Facebook, che sono un indice di popolarità altrettanto significativo».

Nel nuovo romanzo c'è un’evoluzione del personaggio del commissario Casabona?

«L’aspetto caratteriale è invariato, forse Casabona diventa un po' più disinibito, e ne ho fatto il personaggio centrale della vicenda, mentre alcune figure dell'entourage familiare restano in secondo piano. Focalizzo invece maggiormente l'aspetto lavorativo, l'attività della Squadra mobile e dei suoi componenti».

Anche perché “La pietà dell'acqua” è dedicato a un suo collega...

«Sì, al sovrintendente Stefano Cini, deceduto proprio un anno fa. Oltre alla dedica iniziale, nel mio nuovo libro c'è un personaggio che lo ricorda molto da vicino, e questo è stato un omaggio doveroso ad un bravissimo collega che nessuno di noi dimenticherà».

Quale ambientazione ha scelto per la seconda avventura del commissario Casabona?

«Sempre la provincia di Valdenza, in Toscana, una provincia “flessibile”, senza confini precisi, che stavolta si “sposta” verso la Garfagnana e soprattutto verso il lago di Vagli».

È soddisfatto della sua seconda fatica letteraria?

«Questo romanzo lo sento più mio, mi sembra più maturo come stile e segue dei percorsi narrativi differenti, sotto il profilo storico, geografico e temporale, che poi confluiscono nell’impianto principale. “Ogni giorno ha il suo male” era più lineare, assai meno complesso. Ma quello che mi piace di più in questo secondo romanzo è che affronta una tematica da me prediletta, quella del rapporto tra la verità e il potere in genere. Un rapporto delicato, che affronto facendo alcune considerazioni molto forti e prendendo come pretesto le stragi naziste della Seconda guerra mondiale, purtroppo ancora oggi di notevole attualità. In definitiva ritengo che sia un libro più impegnato, anche più etico rispetto al primo».

La presentazione ufficiale del nuovo romanzo del vicequestore aggiunto Antonio Fusco è in programma venerdì 5 giugno, alle 17,30, in Palazzo dei Vescovi, a Pistoia.

 

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