Il Tirreno

Pistoia

Sant'Agostino terra di nessuno e le imprese si organizzano

Eleonora Ferri
Un gruppo di commercianti aderenti alla nuova associazione (foto Gori)
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Un gruppo di commercianti aderenti alla nuova associazione (foto Gori)

Segnaletica inesistente, prostituzione, macchine che sfrecciano veloci, furti. Questi e altri i problemi che assillano l’ex zona industriale diventata un quartiere

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PISTOIA. Segnaletica inesistente, prostituzione, macchine che sfrecciano ad alta velocità, furti, mancanza di illuminazione. Questi sono solo alcuni dei problemi che ammorbano Sant’Agostino, la vecchia zona industriale di Pistoia, ormai diventata un vero e proprio quartiere cittadino. Per dare voce a queste e altre problematiche, ma anche per promuovere un buon dialogo e la collaborazione con istituzioni e associazioni di categoria, è nata l’Associazione S. Agostino Imprese. Un’associazione formata da una trentina di imprenditori e negozianti del quartiere pistoiese e nata «per completare la rappresentatività della città». «Fra i problemi c’è la viabilità – spiegano il presidente Carlo Pancani e i negozianti e imprenditori Alessandro Fioretti, Riccardo Pacini, Nicola Lucchesi e Giacomo Salvadori – ogni giorno ci sono incidenti. Poi la sicurezza, ci sono rapine e furti anche in pieno giorno (gli ultimi due solo la scorsa settimana), come in pieno giorno c’è anche prostituzione, soprattutto nella zona vicino al Call Center».

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I problemi continuano la notte, quando l’illuminazione è scarsa: «Le traverse di via Fermi sono quasi tutte private a uso pubblico e non sono illuminate, le macchine sfrecciano a velocità elevate, è una terra di nessuno». Fra le priorità per l’associazione c’è la viabilità: «Lo svincolo per la tangenziale, che doveva essere provvisorio, è un punto che va risolto – spiegano – poi c’è l’incrocio con via Cellini, dove sarebbe programmata da tempo una rotonda. La polizia municipale dovrebbe vigilare anche nelle traverse e nelle strade limitrofe a via Fermi, e ci vorrebbe un limite di velocità definito» I commercianti infatti, mettono l’accento anche sulla mancanza di segnaletica: “È inesistente in molti punti, quella orizzontale e quella verticale. Ma anche la segnaletica per orientarsi e trovare meglio ditte e aziende: avevamo pensato di mappare S. Agostino e dividerla in zone, si eviterebbe che i tir che fanno le consegne facciano mille giri per trovare l’azienda che cercano, per esempio». Questioni di cui occuparsi, l’associazione ne ha molte: «Il verde pubblico assente, la tassazione locale alta per le attività, i regolamenti non chiari per le insegne e pubblicità».

L’associazione ha già incontrato anche il comitato dei residenti di S. Agostino, che si è detto disponibile a collaborare. «Ci eravamo costituiti in comitato nel 2012, poi abbiamo deciso di formaci in associazione per avere qualcosa di più strutturato – spiega Carlo Pancani, presidente dell’associazione – l’associazione vuole farsi carico dei problemi e dei bisogni della zona, ma vuole anche valorizzarla e soprattutto incrementare il rapporto con la pubblica amministrazione e avviare collaborazioni con le altre associazioni commercianti cittadine. Ho già chiesto un incontro al sindaco e alle associazioni di categoria. In futuro vorremo proporre eventi e attività che valorizzino la zona».

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