Gioco
San Felice, i Carrara chiedono 16 uscite su base volontaria
Trattativa in salita, il 3 giugno i sindacati organizzano un'assemblea coi lavoratori
PISTOIA. Sedici volontari disposti a lasciare il lavoro. Perché l’azienda, sostiene la proprietà, è ancora in mezzo alla tempesta e non può permettersi 61 dipendenti. Le richieste della San Felice Spa, di proprietà del Gruppo Carrara, sono cambiate rispetto a marzo, quando con l’apertura della procedura di mobilità era stato annunciato un ridimensionamento dell’organico di 25 unità.
Nonostante ciò la strada della trattativa con i sindacati appare ancora in salita. «La San Felice Spa ha aperto la procedura a inizio marzo - ricorda Marco Del Cimmuto, sindacalista Cgil - Il confronto in sede sindacale si è concluso con un mancato accordo alla fine dei 45 giorni previsti dalla legge. Il termine dei 30 giorni di trattativa in sede amministrativa scade a fine maggio, mercoledì pomeriggio è stata siglata una piccola proroga, per consentire un ultimo incontro l’8 giugno».
Nel frattempo, il 3 giugno, Cgil, Cisl e Uil esporranno ai lavoratori riuniti in assemblea le ultime novità e le proposte della San Felice Spa.
La cartiera, lo ricordiamo, era già reduce da un ridimensionamento dell’organico, concluso a dicembre con la fuoriuscita su base volontaria di 14 lavoratori. Non bastano, ha annunciato la proprietà a marzo, aprendo una nuova procedura di mobilità per 25 dipendenti, in tutti i reparti. Dopo due mesi e mezzo di difficile confronto ecco l’ultima “offerta”: 16 lavoratori lascino la cartiera di propria volontà. Per loro la San Felice mette sul piatto 15.000 euro netti. Se l’organico sarà ridotto a 45 dipendenti sono disponibili a trovare un accordo per quelli che restano. «La San Felice - prosegue Del Cimmuto - è disponibile a parlare di nuovi investimenti, nel caso di ridimensionamento dell’azienda, ma anche a valutare l’ipotesi della cessazione d’attività in caso contrario». Probabilità di trovare 16 persone disposte a lasciare volontariamente il lavoro? Poche, ammette Del Cimmuto. «Sono lavoratori di età media compresa tra 40 e 50 anni, quasi tutti da più di 10 anni impiegati nella cartiera».
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