Lutto
Targa vecchia? Nuova immatricolazione
Pistoia, aumentano i casi di auto respinte alla revisione per placche non più rifrangenti. E la semplice sostituzione non basta
PISTOIA. È un gran caos per la questione delle targhe delle auto che risultano ammaccate o non leggibili. Non chiari sembrano essere i criteri in base ai quali la targa risulti deteriorata o abbia un difetto di fabbricazione, e quindi il proprietario possa essere soggetto a multa. Unica cosa certa è che la targa non può essere sostituita con un’altra uguale, ma l’auto deve essere re immatricolata ed avere così una nuova carta di circolazione. Ma chi paga?
Diverse sono le segnalazioni di persone che, in sede di revisione della propria macchina, sono state “respinte” perché avevano targhe scolorite, con tanto di lamentele anche sui social network. Previste anche multe per chi si mette in viaggio con targa illeggibile e non ottempera ad una nuova immatricolazione del veicolo.
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Una novità? No, dato che è proprio l’art. 100 del codice della strada a dettare le condizioni delle targhe. Sono in tanti però a non conoscerne la sua applicazione. «Il problema è che molto spesso, quando i veicoli vengono portati nelle officine per essere revisionati, l’utente scopre che la sua targa è ammaccata o non leggibile – spiega il responsabile del reparto veicoli della motorizzazione di Pistoia – se vi è un difetto all’origine, la targa viene cambiata senza alcuna spesa per l’utente, ma si tratta di casi sporadici; se, invece, come accade frequentemente, si tratta di veicoli vecchi di 10-15 anni, è logico che la spesa sia a carico del proprietario. Tante volte inviamo le targhe alla ditta di Foggia, dove vengono fabbricate, perché si pensa ad un difetto di fabbricazione e queste ci vengono puntualmente rimandate indietro».
Insomma, se la targa è nata difettosa, il proprietario del veicolo non dovrebbe accollarsi gli onerosi costi di una nuova immatricolazione secondo quanto emerge dalla circolare MOT6/1098/60G1 del 2002 emanata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
Ma (e qui sta la beffa) è difficile dimostrare se il difetto sia di fabbricazione o sia sopraggiunto in un secondo momento, soprattutto quando si tratta di veicoli datati. «Se un soggetto viene trovato con targa non leggibile e non più rifrangente può essere multato, anche se l’applicazione di questa sanzione è piuttosto rara. Nel 2014, ad esempio, non c’è stata alcuna violazione di questo tipo – dice Moreno Mazzoli, polizia municipale –. Se l’ammaccatura della targa è riconducibile ad usura e non a dolo, la multa è di 41euro; nei casi più gravi, come ad esempio quando la targa è stata manomessa, si parla di sanzioni di carattere penale».
Ma quanto costa re-immatricolare l’auto? «Circa 150euro, oltre a tutte le problematiche annesse al caso, anche perché i criteri con i quali la targa viene analizzata sono piuttosto vaghi e difficile è appurare se si tratti di un difetto di fabbricazione o meno – commenta Stefano Salvi, coordinatore settore auto riparazione Cna –. Noi abbiamo sollevato questa problematica al ministero dei Trasporti ma sembra che per adesso non ci sia alternativa. Abbiamo anche diversi centri di revisione che stanno portando avanti questa battaglia. Nessun duplicato della targa, deve essere per forza sostituita con una nuova».
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