Il Tirreno

Pistoia

edifici pubblici

Nuova beffa per il Polo della sicurezza

di Massimo Donati
Nuova beffa per il Polo della sicurezza

Pistoia, la sede è pronta ma la prefettura deve pubblicare un bando per un immobile in affitto per evitare futuri guai

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PISTOIA. Un passaggio necessario, per rimediare a errori passati e prevenire guai futuri, anche se improbabili. Un passaggio che in ogni caso ha destato stupore tra i non addetti ai lavori: come mai la prefettura ha pubblicato un bando per affittare sul mercato una nuova sede per se stessa, per la questura e per la polizia stradale quando ce n’è una bella che pronta in via Pertini, fatta costruire ex novo proprio a tale scopo e che resta vuota in attesa del tanto agognato trasloco?

Si tratta dell’ennesimo intoppo burocratico sulla strada, lunghissima, che dovrebbe portare i poliziotti pistoiesi ad avere una casa dignitosa ed efficiente, soprattutto coloro che sono costretti a lavorare nel fatiscente edificio della questura di via Macallè. Un intoppo che forse avrebbe potuto essere evitato e che una volta arrivato avrebbe potuto essere risolto con maggiore rapidità. Forse. Fatto sta che l’ennesimo paletto tra le ruote del camion dei traslochi è rappresentato da un parere formale che l’ex prefetto Mauro Lubatti chiese a novembre scorso all’Avvocatura dello Stato sulle conseguenze che avrebbe potuto avere il fatto che, quando venne dato il via alla costruzione del “Polo della sicurezza” all’ex Breda, non si procedette con un bando europeo.

Sebbene allora tale procedura non fosse obbligatoria, da Roma è stato risposto che, anche se improbabili, eventuali contenzioni e ricorsi potrebbero sempre essere possibili in futuro. E da questo timore – che il Polo della sicurezza di Pistoia possa diventare, con l’apertura di una procedura europea di infrazione, una nuova Cittadella della giustizia di Bari – è nato il bando pubblicato ieri dalla prefettura che “in conformità alle direttive impartite dal ministero dell'Interno – ha spiegato in un comunicato stampa – ha pubblicato sul proprio sito internet l'avviso pubblico di manifestazione di interesse, allo scopo di verificare la possibilità di assumere in locazione un immobile da adibire a nuova sede della prefettura, della questura e della sezione polizia stradale”.

In teoria, adesso, entro il 25 giugno, chiunque potrà farsi avanti per rispondere a questa “indagine conoscitiva non vincolante”, finalizzata a rispettare quei “principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza” per i quali, in futuro, l’Europa potrebbe chiamare l’Italia a rendere conto.

In pratica, appare improbabile che qualcuno abbia pronto un immobile già costruito o un progetto da realizzare che risponda alle caratteristiche generali e tecniche richieste dalla prefettura: per la polizia, locali ad uso ufficio per 1.700 metri quadrati, rimessa di 1.500 metri con almeno 50 posti auto coperti, corpo di guardia a norma di almeno 30 metri, armeria a norma di circa 50 metri, altrettanti per sala operativa e centralino, camere di sicurezza, sala di attesa, archivio, magazzini, spogliatoio, sale riunioni, alloggi per il personale... E caratteristiche altrettato specifiche per la parte da destinare a prefettura. Per non parlare delle dotazioni tecnologiche e di sicurezza, che, qualora non fossero già presenti, l’offerente si dovrebbe impegnare a realizzare. Pena l’esclusione dall’offerta

Insomma, caratteristiche che quel Polo della Sicurezza da 13.200 metri quadrati che da mesi aspetta di essere abitato possiede in tutto e per tutto. Sembrerebbe quindi cosa fatta per l’attuale proprietà dell’immobile, una finanziaria realizzata da un gruppo di banche subentrata nel frattempo all’impresa costruttrice, che ha dovuto farsi da parte a causa delle difficoltà economiche patite proprio a causa dell’interminabile attesa del trasloco.

Trasloco che ora potrebbe arrivare entro fine anno. A meno di ulteriori intoppi.

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