Il Tirreno

Pistoia

Marco Aime e quel razzismo senza razza

Marco Aime e quel razzismo senza razza

PISTOIA. La sponda fisica è quella che ogni giorno tante persone cercano di toccare, mettendo a rischio la propria vita, in cerca di un futuro migliore. Ma la “sponda” intorno a cui ruota l'intensa...

1 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. La sponda fisica è quella che ogni giorno tante persone cercano di toccare, mettendo a rischio la propria vita, in cerca di un futuro migliore. Ma la “sponda” intorno a cui ruota l'intensa riflessione di Marco Aime è anche la barriera metaforica che gli uomini costruiscono per “giustificare” la divisione tra i popoli. Tra il “noi” e il “loro”, tra italiani e stranieri.

«Si va verso una concezione razziale della cultura – ha detto Aime – che porta ad un razzismo senza razza. Si parla di radici, equiparando gli uomini agli alberi, mentre le radici sono semmai i piedi che ogni persona usa per costruire la propria strada».

Poco prima Aime aveva lanciato una provocazione: come mai l'indignazione è forte quando i fondamentalisti si scagliano contro arte e cultura e non quando si calpestano i diritti dell'uomo?

«La natura e l'arte ci emozionano - continua il padre dell'antropologia italiana - perchè le consideriamo universali, ci aiutano a costruire un noi dove poi però gli stranieri, intesi come persone, non entrano». (e.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa