Sicurezza
Pistoia, i commercianti del centro bocciano il porta a porta
«Disservizi e ritardi, e in centro mancano spazi per la raccolta soprattutto per le bottiglie di vetro»
ISTOIA. Disagi, ritardi e poca chiarezza su tempi e modi: secondo i commercianti tante cose non vanno nella raccolta porta a porta per alcune categorie economiche nel centro storico di Pistoia. Tra gli esercizi interessati dal servizio ci sono bar, pizzerie, ristoranti, pub, pescherie, ortofrutta, fioriai.
«Il problema nel centro storico – spiega Maria Assunta Poli (“Sauro e Assunta frutta e verdura”, piazza della Sala) – sono gli spazi per la raccolta. Per ora non siamo contenti di come sono andati i primi giorni di servizio. Speriamo di arrivare ad un sistema più organizzato per fare la raccolta differenziata e riciclare, che è certamente una cosa giusta».
Per pub, ristoranti e bar una delle difficoltà maggiori riguarda lo smaltimento del vetro. «Per noi – sottolinea Luca Fabbri (“Bottega dell’Arte”, piazzetta dell’Ortaggio) – il problema principale è il vetro. Questa notte (ieri, ndr) mi troverò a portare i sacchi con il vetro alla campana in piazza Garibaldi. Oltre ad essere un’operazione pericolosa, con il rischio di tagliarsi, ci troviamo, nostro malgrado, a fare rumore in piena notte. Con gli orari di ritiro ed i ritardi non ci stiamo ancora capendo niente. Nessuno per adesso è contento tra i miei colleghi».
A lamentare difficoltà nella gestione del vetro anche Luana Bonaccorsi, titolare del bar “Little Coffee” di via Roma. «Dovevano almeno – afferma – mettere campane più vicine prima di iniziare, perché è veramente difficile trasportare grosse quantità di bottiglie vuote. Per un esercizio come il mio non molto spazioso è praticamente impossibile tenere all’interno i diversi cestini per la differenziata. E’ molto difficile riuscire a controllare cosa fa la gente fuori e cosa butta nei bidoni esterni. C’è il rischio che i sacchetti non vengano ritirati perché contengono materiale sbagliato».
E non è facile nemmeno ottenere informazioni sul servizio. «Ho chiamato Publiambiente per alcuni chiarimenti – conclude – ma chi mi ha risposto non ha saputo darmi le spiegazioni richieste. Dopo questi primi giorni il mio giudizio è molto negativo».
Questo servizio di raccolta porta a porta nelle attività caratterizzate da una prevalente produzione di residui organici è partito lunedì 18 maggio. A pochi giorni dall’inizio le prime critiche sono giunte da Confcommercio, che ha messo in evidenza ritardi e mancati prelievi, oltre alle questioni della mancata raccolta del vetro e dei cumuli di spazzatura visibili in alcune ore nelle vie del centro.
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