Gioco
Servizi sociali sempre più presi d’assalto
Dal 2012 crescono le prestazioni erogate, tra sussidi, assistenza domiciliare, pasti alla mensa e alloggi d’emergenza
PISTOIA. A che punto è la crisi economica a Pistoia? Se gli indicatori economici regalano qualche sprazzo di ottimismo, tra la gente comune è ancora difficile cogliere i segni della tanto attesa inversione di tendenza, dopo sei anni di fila di vacche sempre più magre. Lo confermano i dati del report annuale del Comune di Pistoia sulle politiche sociali, che mette in fila fatti e cifre per fotografare lo sforzo dell’amministrazione contro l’emarginazione e la povertà. Un dato per tutti: contando le prestazioni erogate anno per anno, si passa dalle 25.379 del 2012 alle 27.104 del 2013, fino alle 29.846 del 2014, l’ultimo anno per cui si dispone di dati disaggregati.
In quelle somme ci sono cose diversissime tra loro: dal numero di madri e figli accolti nei servizi residenziali agli utenti dell’albergo popolare, dai pasti preparati dalla mensa sociale agli alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati. Ma tutti insieme, fotografano uno sforzo che per il momento non fa altro che crescere. La stessa amministrazione comunale ripete sempre che, a fronte di un taglio massiccio alla spesa corrente, le risorse per il sociale negli ultimi anni sono aumentate di oltre 600.000 euro. Complessivamente, la spesa sociale del Comune nel 2014 è stata di 10 milioni 727.000 euro.
Che il barometro continui a segnare brutto stabile lo confermano comunque anche alcuni indicatori omogenei. Prendiamo i pasti erogati dalla mensa “Don Siro Butelli” della Caritas: sono cresciuti dai 18.500 annui del 2012 ai 21.900 del 2014. Gli utenti sono di solito persone in condizioni di povertà estrema, che si rivolgono alla struttura di via San Pietro per assicurarsi un pasto decente. La mensa è aperta 365 giorni l’anno, ma chi ha bisogno di utilizzarla per più di tre volte a settimana, si deve rivolgere al servizio sociale del Comune per essere – come si dice – preso in carico. Cioè avere il proprio caso esaminato in modo da verificare come fare ad affrontare l’emergenza ma anche a definire un cammino di uscita da quest’ultima.
Un altro esempio? I contributi per pagare l’affitto: Nel 2012 furono 263 le persone aiutate in questo modo. L’anno dopo salirono a 393 e nel 2014 hanno toccato quota 582. Sono soldi che l’amministrazione distribuisce mediante graduatorie, per dare una mano a chi non riesce a pagarsi da solo l’affitto di casa, magari perché ha perso il lavoro. Numeri in crescita anche per la porta d’accesso al sistema di sicurezza sociale del Comune, il cosiddetto “segretariato sociale”con le cinque sedi di vicolo Santa Caterina, viale Adua, via Fiorentina, via Capitini e piazza Belvedere. Le assistenti sociali hanno visto crescere gli accessi, dal 2012 al 2014 di 115 unità: in numeri assoluti si è saliti da 1.090 accessi a 1.205, il 10,5% in più in soli due anni.
Nella tabella in questa pagina è indicato l’andamento delle prestazioni negli ultimi tre anni divisi per categoria di destinatari. Risultano in crescita, oltre alle prestazioni complessive, anche le voci che riguardano i servizi per gli adulti (in questa categoria ci sono i pasti della mensa Caritas), i servizi per disabili e soprattutto quelli per la casa (che risentono soprattutto della crescita dei contributi per gli affitti). Stabili le prestazioni per minori e famiglie, in flessione quelli per anziani, in particolare l’assistenza domiciliare e le integrazioni delle rette per centri diurni .
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