Attenzione
Danno d'immagine, "Acqua bene comune" fa causa al laboratorio delle analisi sbagliate
Agliana, azione legale nei confronti del laboratorio d'analisi di Bologna, reo di aver fatto confusione con i risultati sull'acqua
AGLIANA. Il Comitato "Acqua bene comune" chiederà il risarcimento per il danno d’immagine subìto al laboratorio Lebsc, che ha svolto le analisi sull’acqua della fontanella del parco Pertini, ed utilizzerà il ricavato dell’azione legale per effettuare nuove verifiche. Le analisi, commissionate dal Comitato e da un gruppo di cittadini, svolte su un campione prelevato la mattina del 24 febbraio 2015, rivelarono, secondo i risultati diffusi da Lebsc, la presenza nell’acqua di Pcb in concentrazioni ritenute allarmanti. Risultati questi, smentiti successivamente dalle verifiche di Asl e Arpat, alle quali è seguita l’ammissione dell’errore da parte del laboratorio Lebsc. E’, infatti, nella comunicazione inviata da Lebsc Srl a Comune di Agliana, Arpat e Comitato, datata 21 aprile 2015, che si parla di "involontario inconveniente accaduto” per uno scambio di siringa.
“Come è ben noto all'opinione pubblica – si legge nel comunicato diffuso in queste ore dal Comitato - l'associazione "Acqua bene comune" aveva dato incarico ad un laboratorio di analisi di Bologna di svolgere alcune analisi su una fontanella pubblica nel Comune di Agliana. Dalle suddette analisi era emersa un'allarmante presenza di Pcb nell'acqua. Il nostro comitato, dopo aver richiesto più volte rassicurazioni, e avendo sempre ottenuto conferme del risultato ottenuto, ha reso pubblica la suddetta informazione. Invece, lo stesso laboratorio successivamente ha ritrattato il risultato delle analisi svolte, asserendo di aver fatto un errore a causa di un presunto “scambio di una siringa”. Stante la suddetta situazione la nostra associazione ha dato mandato ad un legale di richiedere il risarcimento per il danno all'immagine subito. Il denaro che verrà ricavato dalla suddetta azione legale sarà usato per svolgere nuove analisi”.
Le analisi commissionate dal comitato erano costate circa 1.370 euro, somma finanziata con i fondi raccolti in proprio dai promotori. “Durante il processamento di un'aliquota del campione in data 26 febbraio 2015 – rendeva noto Lebsc sempre nella comunicazione di fine aprile - si è verificata una contaminazione della stessa in laboratorio. Più precisamente, seguendo gli importanti suggerimenti di Arpat, si è riprocessato il campione ripetendo ogni singola fase del metodo seguito, utilizzando materiale di consumo nuovo. Riteniamo che si sia verificato quindi uno scambio di siringa di iniezione tra lo standard e il campione. Di conseguenza l’analisi ripetuta ha prodotto risultati differenti che rivelano la presenza di Pcb in quantità inferiore al limite di rilevabilità”.
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