Il Tirreno

Pistoia

«Mettete in sicurezza la Piana»

Beatrice Faragli
I partecipanti all'incontro in Comune sul rischio idraulico nella Piana
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I partecipanti all'incontro in Comune sul rischio idraulico nella Piana

Incontro in Comune tra il Comitato contro le alluvioni della Piana e l’ingegnere Giovanni Massini, responsabile del settore difesa del suolo della Regione

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QUARRATA. Incontro in Comune tra il Comitato contro le alluvioni della Piana e l’ingegnere Giovanni Massini, responsabile del settore difesa del suolo della Regione. Le casse d’espansione da realizzare a Pistoia sono state al centro del confronto avvenuto mercoledì scorso. «I Comitati della Piana e gli abitanti di Bottegone – scrive il coordinatore Daniele Manetti – sono molto arrabbiati per gli infiniti ritardi e l’inefficienza nella realizzazione degli invasi». Al faccia a faccia hanno preso parte anche il vicesindaco di Quarrata, Gabriele Romiti, il capogruppo Pd Gabriele Giacomelli e la consigliera comunale pistoiese Pd Giovanna Mazzanti. Daniele Manetti, Franco Gaiffi, Daniele Carradori e Franca Caramelli, membri del Comitato, hanno chiesto per l’ennesima volta «la messa in sicurezza della Piana» trattenendo acqua nel Pistoiese, contro la minaccia dell’Ombrone.

«L’ingegner Massini – spiega Manetti – ci ha ribadito l’intenzione della Regione a proseguire la strada intrapresa nella costruzione della cassa ai Laghi Primavera. Su quest’opera - continua il coordinatore del gruppo - ci sono difficoltà tecniche, come l’ innalzamento della falda sotto Pistoia, e anche se tutti i documenti già da tempo sono stati consegnati al Ministero dell’ambiente, ad ogginon è arrivata alcuna risposta. L’esito del procedimento tuttavia, non tarderà ad arrivare e - continua - nel caso in cui il progetto non venga portato a termine i nove milioni per i Laghi Primavera rimarranno comunque sul territorio pistoiese, vincolati a opere di laminazione con progetti elaborati direttamente dalla Regione». Già negli scorsi mesi e visto il blocco dei Laghi Primavera, i Comitati hanno proposto soluzioni alternative, come quella di riprendere in mano un vecchio progetto d’invaso a Pontelungo. Ancora una volta i cittadini delle frazioni a rischio, invitano le forze politiche, gli amministratori e le associazioni a una discussione che possa portare a veloci e necessarie soluzioni.

 

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