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Pistoia

Cicloamatore rischia di morire dissanguato

Cicloamatore rischia di morire dissanguato

La moglie ringrazia i medici: «La portiera di un’auto aperta all’improvviso gli aveva reciso la carotide»

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PISTOIA. Quella portiera che si apre all’improvviso, lo spigolo che, come una lama, gli apre una ferita sul collo, proprio all’altezza della carotide, la corsa verso l’ospedale e il repentino peggioramento.

Ha toccato la morte con mano Doriano Giovannelli, cicloamatore pistoiese di 54 anni che domenica scorsa, mentre, con la sua squadra del Gruppo Avis, è rimasto vittima di un agghiacciante incidente mentre partecipava alla gara Viaccia-Pistoia-Viaccia.

Ma non è vivo per miracolo, lo è per merito dell’equipe sanitaria dell’ospedale San Jacopo. Come sottolinea la moglie Federica Faccini: dieci medici, tra cui, benché non in servizio, arrivati appositamente dall’ospedale fiorentino di Torregalli.

Un’operazione delicatissima, per arrestare l’emorragia dovuta alla lesione della carotide, nel corso della quale al paziente – tra l’altro, lui stesso assiduo donatore, come i suoi compagni ciclisti dell’Avis – sono state trasfuse ben 12 sacche di sangue.

Dopo aver rischiato di morire (domenica i sanitari del San Jacopo hanno deciso di operarlo immediatamente, giudicando troppo rischioso il trasferimento in elicottero a Careggi), Doriano Giovannelli è ora ricoverato nel reparto di terapia intensiva di Pistoia, ancora in prognosi riservata.

«Si sta riprendendo poco a poco – conferma la moglie Federica – ma non è ancora lucido. Voglio ringraziare i medici che lo hanno assistito, sono stati veramente encomiabili, si sono prodigati senza risparmiarsi».

L’incidente in cui è rimasto ferito Doriano Giovannelli è avvenuto poco prima di mezzogiorno e mezzo di domenica, in via Antonelli, a Candeglia, all’altezza del distributore di carburante. Come detto, il cinquattraquattrenne pistoiese era impegnato nel Giro dei due Bacini, una classica gara amatoriale. Il gruppo stava passando quando la portiera di un’auto si è aperta all’improvviso. Impossibile evitare l’impatto e la caduta. Sul posto è accorsa un’ambulanza della Croce verde, assieme all’automedica del 118. In un primo momento era sembrato che i soccorritori fossero riusciti ad arrestare l’emorragia, ma all’arrivo all’ospedale la parete della carotide ha ceduto, lacerandosi.

«Sia la bicicletta che l’auto sono state poste sotto sequestro dai vigili urbani – prosegue Federica Faccini – Si stanno cercando ulteriori testimoni dell’incidente. Mio marito ora è fuori pericolo, piano piano si riprenderà. Purtroppo, fra cassa integrazione e mobilità era disoccupato da tre anni e proprio lunedì avrebbe dovuto iniziare uno stage con la Provincia... Ma questa disgrazia può essere l’occasione per invitare le persone ad avere più rispetto dello sport, delle regole che vanno osservate in strada. Certo, è stato un incidente, e quella portiera l’ha aperta un bambino, ma le persone andrebbero educate in questo senso fin da giovani».

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