Gioco
Scrive ai detenuti per fissare incontri particolari a nome di due donne ignare di tutto
Monsummano, condannata per stalking nei confronti di una madre e di una figlia di cui era gelosa. A casa loro faceva anche arrivare abbonamenti a riviste hard e oggetti erotici acquistati sul web
MONSUMMANO. A casa arrivava loro di tutto. Dagli abbonamenti alle riviste hard, agli accessori da sexy shop, alle bottiglie di vino. Tutto acquistato via internet a nome loro. E naturalmente anche lettere e telefonate piene di offese e minacce. Ma non solo. Madre e figlia, con loro grande stupore, si erano viste arrivare nel tempo anche le lettere di detenuti di almeno cinque carceri italiani, comprensibilmente desiderosi di rispondere all’esplicito invito, una volta usciti di cella, ad incontri particolari che credevano fosse arrivato loro, sempre per posta , dalle due donne ma, che in realtà era stato spedito, con tanto di firme false, dalla solita persona.
Secondo il giudice che l’ha condannata, artefice di tutto era stata Rosaria Piccolo, 54 anni, di Monsummano. Quattro anni di reclusione la pena inflittale dal tribunale di Pistoia per i reati di atti persecutori, sostituzione di persona e falso in scrittura privata.
I fatti contestati dalla procura alla donna e che hanno portato al processo davanti al giudice monocratico sono andati avanti per circa due anni, dalla fine del 2010 ad aprile 2012. A scatenare la persecuzione nei confronti di madre e figlia, 59 e 30 anni, di Pieve a Nievole, la gelosia che l’imputata avrebbe nutrito per l’ex marito e padre delle due.
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