Sicurezza
Uniser, nessuna messa in liquidazione
Pistoia, il perito stabilisce che niente è dovuto alla Camera di Commercio. Comune e Fondazione Caripit rilevano le quote dell’ente
PISTOIA. «Sono più ottimista dopo la perizia del dottor Franco Michelotti e dopo gli incontri avvenuti tra i soci di maggioranza. Confortato dalla volontà politica dei soci spero, a giugno, di poter approvare un bilancio di continuità». Il professor Alessandro Pagnini, presidente del Consorzio Uniser professa un moderato ottimismo. Quel che è certo è che il polo universitario di via Pertini non sarà messo in liquidazione e che due dei soci fondatori - Comune di Pistoia e Fondazione Caripit - hanno dichiarato la volontà di proseguire il loro impegno a favore dell’esperienza universitaria pistoiese.
L’esito della perizia richiesta a Franco Michelotti, presidente provinciale dell’Ordine dei commercialisti, è stato quello auspicato da Comune, Fondazione e dal professor Pagnini: valore delle quote consortili pari a zero. Nessun credito è dovuto alla Camera di Commercio, la cui partecipazione all’interno del Consorzio è cessata dal 1 gennaio 2015.
Secondo la Cciaa, Uniser si sarebbe comportato più da Srl che da Consorzio, e dopo la sua fuoriscita (per nuove disposizioni di legge che impediscono agli enti pubblici di avere quote in partecipate non ritenute strategiche) riteneva di aver diritto a una restituzione di denaro quantificabile in 107.000 euro.
Il dottor Michelotti doveva fornire la propria risposta entro il 30 aprile. Una volta saputo l’esito della perizia giurata il consiglio di amministrazione ha finalmente approvato il bilancio consuntivo 2014, e fissato la data dell’assemblea ordinaria e straordinaria (fine giugno) per l’approvazione del bilancio 2015. In questo frangente Comune di Pistoia e Fondazione Caripit, tra cui sono intercorsi colloqui in queste settimane, chiariranno le loro intenzioni. Due dei quattro soci fondatori, Provincia e Cciia, entrambi con partecipazioni al 20%, sono fuoriusciti dal Consorzio. La Fondazione aveva già manifestato la propria volontà di rilevare parte delle quote, e anche il Comune sembra intenzionato a d andare in quella direzione.
«Manteniamo il nostro impegno», afferma il vicesindaco Daniela Belliti. Rilevare quote consortili non vuol dire però aumentare il contributo elargito per l’università. «Chi amministrerà Uniser dovrà essere bravo a cercare nuovi finanziatori. Ci sono soci - aggiunge Belliti con una stoccata all’ente camerale - che escono senza recare danno ad Uniser. Perché il danno sarebbe stato di tutti, non solo del Consorzio ma dell’intera città».
Belliti ricorda che il bando di alienazione delle quote da parte della Camera di Commercio è andato deserto. «Che valore devono avere le quote di un consorzio? Logico che fosse zero, intuibile che il bando andasse deserto. I centomila euro dati dalla Cciaa erano un contributo per il finanziamento delle attività».
Già, le attività? Che volto avrà l’università? Nuovi soci sembrano pronti a entrare, ma l’unico corso di laurea rimasto è quello in Scienze vivaistiche. Nella situazione di stallo, e non potendo far fronte alle spese, Pagnini ha sospeso i master post universitari in paesaggistica, asili nido, biotecnologie. Le prossime settimane serviranno per capire che contorni avrà il futuro polo. Pagnini su un punto è chiaro: «Non resto per un’agenzia di formazione». Il presidente coltiva da tempo il progetto di una green university a servizio della città delle piante, un progetto ambizioso che ha bisogno di fondi e persone disposte a crederci.
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