Il Tirreno

Pistoia

Pochi letti, San Jacopo in affanno

Tiziana Gori
L'area funzionale chirurgica del San Jacopo (foto Gori)
◗
L'area funzionale chirurgica del San Jacopo (foto Gori)

I sindacati dicono no alle degenze ordinarie nelle stanze a pagamento: gli operatori non ce la fanno

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. «Il San Jacopo scoppia, non c’è un posto libero. E ovviamente non c’è ombra di influenza». Ci va giù duro Corrado Catalani, primario di malattie infettive e rappresentante dell’Intersindacale: «Siamo costretti a ricoverare in altri ospedali».

Un’emergenza forse comprensibile all’apice dell’epidemia influenzale, ma che in realtà sembra essere l’ordinarietà dall’inaugurazione del nuovo ospedale: circa 450 posti letto sempre occupati, sino a rendere indispensabile gli appoggi in altri ospedali dell’Asl 3. Soprattutto Pescia, la cui area chirurgica è stata parzialmente depotenziata nella riorganizzazione a favore del San Jacopo. «In questo momento - spiega Roberto Rossi, sindacalista Cisl della Valdinievole - abbiamo 22 appoggi di area medica nella chirurgia del Cosma e Damiano di Pescia».

Secondo Paolo Frosini (Uil) gli appoggi giornalieri dal San Jacopo in altri ospedali sono una decina. Per Carla Breschi, medico ospedaliero e consigliere comunale Pd «nei momenti di maggiore difficoltà sono stati anche una trentina». Gli effetti a cascata sono molteplici: il primo è che Pescia e San Marcello finiscono per diventare le casse di espansione che assorbono i pazienti respinti da Pistoia, perdendo in parte le loro funzioni specifiche. Il secondo è che, a Pistoia come a Pescia, si allargano gli spazi di medicina generale a discapito della chirurgia. Così succede che al San Jacopo - e l’apice è stato raggiunto tra gennaio e marzo - saltino gli interventi chirurgici programmati, perché i letti della week surgery devono ospitare i malati in esubero da medicina.

Con le operazioni sospese le liste d’attesa si allungano. «I tempi delle colecisti - spiega Giovanni Susini (Cisl) - si sono ridotti negli ultimi mesi grazie all’Attività libera professionale intramoenia finanziata dalla Regione. Viaggiamo su un’attesa di un anno o poco più, laddove fino a poco tempo fa si arrivava a 18 mesi- due anni. È certo che gli interventi non salva vita hanno lunghi tempi di attesa».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.11452050:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2015/05/19/news/ospedale-per-acuzie-e-un-territorio-che-non-fa-filtro-1.11452050]]

La fame di posti letto ha come conseguenza l’uso delle stanze a pagamento per le degenze ordinarie. «Molte volte - commenta Rossi - sono degenze di alcune ore, ma in quel periodo le stanze devono essere allestite per il ricovero ordinario, e la mattina seguente di nuovo per le degenze a pagamento. Il tutto è fatto dal solito personale che lavora nel reparto».

È stato uno degli argomenti al centro dell’incontro tra le Rsu, i sindacati e il direttore amministrativo Luca Cei ieri mattina. Cei ha promesso che la situazione sarà risolta entro fine mese, e che le stanze a pagamento non saranno più usate per le degenze ordinarie. Si perderanno quindi altri posti letto? L’Asl spera di no, entrando nel periodo estivo i ricoveri diminuiscono. «Gli operatori non ce la fanno, e non potendo aumentare il personale - sostiene Frosini - dobbiamo pensare a migliorare la qualità del loro lavoro». Da qui l’ulteriore richiesta a Luca Cei che il trasporto dei pazienti tra i vari setting per esami e ricoveri sia affidato a una ditta esterna invece che agli operatori socio sanitari, già carichi di compiti. L’Azienda ha promesso il suo impegno, ma le risorse sono risicate.

«Nel rapporto tra tempo assistenziale e paziente - spiega Susini - in medicina dovrebbero essere impiegati 136 tra oss e infermieri, ma ce ne sono 112; in chirurgia 110 invece degli attuali 88». Il problema del personale riguarda anche la low care, che ospita - o meglio dovrebbe ospitare - i casi meno complessi da un punto di vista sanitario e per questo ha meno personale. «In realtà arriva di tutto - dice Rossi -, anche pazienti geriatrici con patologie gravi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca