Il dolore
La maxirata finale impedisce la dismissione
Risaliti (Centrodestra): con la rimodulazione del mutuo l’inceneritore non può essere chiuso nel 2023
MONTALE. «L'inceneritore di Montale non sarà dismesso nel 2023 a causa della maxirata finale da 8,5 milioni di euro, frutto della rimodulazione del mutuo, ed i sindaci, nonostante i proclami, lo sanno bene».
A denunciare la circostanza, il gruppo di opposizione “Centrodestra Unito per Montale”, dopo aver consultato i verbali delle assemblee dal Cis ed aver appreso dell’avvenuta rimodulazione del mutuo. «Il mutuo da 14 milioni sull’inceneritore – spiega il capogruppo Gianna Risaliti – è stato rimodulato, prevedendo una maxirata finale da 8,5 milioni alla scadenza naturale del 30 giugno 2022. Il Cis lo ha fatto perché vedeva che non era in grado di pagare le rate, ma è chiaro che al 30 giugno 2022 non riuscirà a far fronte alla maxirata da oltre 8 milioni. Il mutuo sarà quindi nuovamente rimodulato, prolungando per altri 10-12 anni la vita dell’inceneritore e smentendo tutti gli annunci di chiusura nel 2023 dei sindaci».
Dell'operazione, portata avanti nel corso della seconda parte del 2014, ha inoltre denunciato il gruppo di centrodestra, non è stata informata la cittadinanza. «Se da ora al 30 giugno 2022 il Cis non è in grado di pagare il 40% dell’importo del mutuo – sottolinea Risaliti – com’è possibile che paghi il 60% del capitale originario tutto insieme alla fine? Le amministrazioni di Montale, Agliana e Quarrata, presenti con i sindaci alle assemblee del Cis, hanno omesso di dirlo ai cittadini. È un fatto di una gravità fuori misura». L’operazione, secondo Risaliti, ha preso il via il 30 maggio 2014 con la richiesta del Cis al Monte dei Paschi di rimodulazione del mutuo di circa 14 milioni di euro. «Non a caso, secondo noi – questo avviene a 5 giorni dall’insediamento a Montale e ad Agliana delle nuove amministrazioni, dopo le elezioni del 2014. Nonostante le amministrazioni sapessero, a Montale il vicesindaco Emanuele Logli, rispondendo ad un’interpellanza del gruppo “Sinistra Unita per Montale”, ha omesso di dare la notizia anche in occasione del consiglio comunale dello scorso 26 gennaio. Il Cis sembra un’entità paranormale dove tutto viene secretato. Questa operazione non doveva essere fatta. Agiremo – conclude Risaliti- in tutte le sedi opportune, sia civili che penali se sarà opportuno, promuoveremo assemblee pubbliche perché tutti sappiano, oltre, naturalmente, a chiedere le dimissioni, sia del Cda di Cis, sia dei sindaci e delle relative giunte che tale agire hanno avallato».
Tommaso Artioli
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