La protesta
Candeglia si ribella: no a quel ripetitore alto ventisette metri
Residenti pronti a costituirsi in comitato e raccogliere firme «Nessuno ci ha avvertito, lavori iniziati nel silenzio di tutti»
PISTOIA. «I nostri bambini saranno una generazione di cavie». I genitori dei piccoli alunni della scuola elementare Gianni Rodari, a Candeglia, sono allarmati. Il motivo? Un ripetitore di telefonia mobile alto 27 metri installato lo scorso 7 maggio a poca distante da lì, in via Mezzomonte. Nel silenzio più assoluto. Ma ora i residenti della zona alzano la voce in coro, e promettono a breve la nascita del “Comitato no-ripetitore a Candeglia”, con tanto di raccolta di firme per chiedere che «quell’orrore» venga rimosso, non solo perché considerato uno scempio per il paesaggio finora incontaminato, ma anche per la possibile pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse.
«Nessuno ci ha avvertito, i lavori sono iniziati nell’ombra – spiega Sofia Neri, madre di un bimbo della scuola Rodari – Ricordo che la stessa questione è stata sollevata qualche tempo fa, quando un analogo ripetitore era stato posto davanti all’entrata della scuola media Cino e poi, dopo varie battaglie, è stato tolto. Non ci sono normative che regolano queste antenne, perché continuare a metterle vicino ai centri abitati e alle scuole?».
Il ripetitore (ancora in fase di attivazione) è stato installato su un terreno privato, a detta dei residenti, attraverso un contratto tra il proprietario e la Telecom, con successivo nulla osta di Comune ed Arpat.
«Quando ho chiesto di mettere l’impianto fotovoltaico sopra casa mia mi hanno detto di no, dicendo che c’era il vincolo paesaggistico – aggiunge Gabriella Magrini, che abita in via Antonelli – Perché mettere il ripetitore proprio qui? Questa è una forma di inquinamento».
Sia la dirigente della scuola Rodari, tramite lettera, sia Andrea Betti, consigliere di Progetto Toscana, tramite un’interpellanza, hanno sollevato la questione sui possibili rischi di esposizione ai campi elettromagnetici e sulla conformità della collocazione dell’antenna, ricevendo analoghe risposte dall’amministrazione comunale.
«L’abitato di Candeglia – ha detto Mario Tuci, assessore alle politiche ambientali- dista dal ripetitore circa 200 metri, come anche la scuola Rodari, ed il campo elettrico indotto, valutato sulla base di parametri ben definiti, è inferiore al valore limite fissato dalle norme. Le procedure autorizzate per l’installazione forniscono le dovute garanzie circa la regolarità degli impianti sotto il profilo ambientale».
«Noi siamo arrabbiati, l’installazione è avvenuta nel silenzio assoluto, non c’era alcun cartello ad indicare i lavori in corso, lo abbiamo saputo per caso – ribatte Luca Buccarelli, titolare dell’omonima farmacia di via Antonelli - Sono molti anche i clienti che vengono nella mia farmacia chiedendo spiegazioni».
«Alcuni medici hanno inviato una lettera al presidente del consiglio ed a quello della Repubblica per chiedere di tenere di conto i principi di precauzione e di prevenzione imposti dall’Europa ed il diritto alla salute di ognuno – dice Maria Francesca Reali, presidente del comitato genitori - Conosciamo la difficoltà di dimostrare la correlazione tra campi elettromagnetici e tumori nei bambini, per questo continueremo la nostra battaglia».
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