Gioco
Giannarelli (5 Stelle) vuole il ballottaggio: «Poi vinceremo noi»
Elezioni regionali, il candidato attacca Rossi e il Pd, accusati di dare troppo spazio agli intrecci di interessi con i privati
PISTOIA. «Se non ora, quando?». Giacomo Giannarelli, candidato presidente della Regione per il Movimento 5 Stelle, ha galvanizzato così il pubblico (oltre cento persone) che ieri in piazza del Duomo ha preso parte alla iniziativa politica del Movimento in vista dell’appuntamento elettorale del 31 maggio. Lo sprone di Giannarelli,ovviamente, è quello di dare una spallata al potere Pd sulla Toscana, «una regione che potrebbe essere bellissima se il Movimento 5 Stelle la governasse».
Un obiettivo neanche tanto lontano, secondo l’imprenditore carrarino che guida la carica dei pentastellati verso la Regione: «Se il Pd prende meno del 40% – ha esclamato Giannarelli chiudendo il suo intervento – andiamo al ballottaggio, e lì vinciamo noi».
Per il resto, Giannarelli ha attaccato il “sistema di governo” della Regione, rinfacciando al presidente uscente della Regione, e candidato Pd, Enrico Rossi le scelte sulla “privatizzazione dell’acqua”, sulla “privatizzazione della sanità”, a partire dalla costruzione dei quattro ospedali (tra cui quello di Pistoia) in “project financing”, sulle perdite di società controllate come Fidi Toscana o l’Interporto della Toscana.
Un sistema, quello toscano, che vede – secondo i 5 Stelle – strettamente alleati il Pd e le banche. Per questo anche dall’opposizione, i 5 Stelle faranno fare una commissione d’inchiesta sui rapporti tra politica e Monte dei Paschi. Giannarelli ha anche parlato molto di rifiuti, stigmatizzando le scelte “inceneritoriste” di Rossi, mentre la via corretta sarebbe quella del riciclo e della raccolta porta a porta.
Inevitabile, a Pistoia, un passaggio su AnsaldoBreda. Annche qui, l’attuale crisi con vendita a Hitachi è imputata alle scelte del Pd, mentre «fino a quando AnsaldoBreda era statale avevamo una chance di armonizzare esigenze di mercato e livelli di occupazione».
A fare gli onori di casa, in piazza del Duomo, è stato il consigliere comunale Giacomo Del Bino, che ha presentato anche tutti gli oratori.
Per primi hanno parlato i parlamentari Manlio Di Stefano, Vito Crimi e Fabio Massimo Castaldo (parlamentare europeo). Quest’ultimo ha sottolineato che i candidati 5 Stelle sono sì spesso sconosciuti, ma neanche le procure li conoscono, a differenza di altre liste. «La competenza? Quella si può acquisire, ma le cose indispensabili sono onestà e assenza di conflitti di interesse, e i nostri candidati queste due cose le hanno tutti». Si sono poi presentati i candidati consiglieri regionali: presenti in tre, assente giustificata Irene Galletti. Hanno parlato Alessio Biagiotti, Antonella Melani, infine Sergio Barni. Alla fine, prima dell’intervento di Giannarelli. ha preso la parola un altro deputato, Alfonso Bonafede.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
