Sicurezza
Indagato per evasione Vannino Vannucci
La procura ipotizza 530.000 euro di imposte non pagate, le Fiamme Gialle sequestrano 7 immobili nella principale azienda vivaistica della provincia
PISTOIA. Indagato per il reato di infedele dichiarazione dei redditi Vannino Vannucci (nella foto), titolare di una delle più importanti aziende vivaistiche europee e presidente dell’Associazione vivaisti pistoiesi. Ieri mattina, la Guardia di finanza si è presentata nella sede di via Dogaia per eseguire un provvedimento di sequestro “per equivalente” di 7 immobili firmato dal gip del tribunale Alessandro Buzzegoli su richiesta della procura di Pistoia.
Una richiesta, firmata dal procuratore capo Paolo Canessa e dal sostituto Fabio Di Vizio, titolare dell’inchiesta, avanzata a fronte di un’evasione d’imposta, relativa agli anni 2011 e 2012, che secondo gli inquirenti ammonta a 530.000 euro e contestata a conclusione di una lunga verifica fiscale da parte delle Fiamme Gialle iniziata nel maggio di due anni fa e durante la quale sono stati passati al setaccio centinaia di migliaia di documenti contabili.
Oggetto del sequestro - fino al raggiungimento di un valore pari all’imposta evasa, per garantire, in caso di condanna, i pagamento allo Stato - sono stati sette piccoli edifici adibiti ad abitazione che si trovano all’interno dell’azienda, che si estende a cavallo tra i comuni di Pistoia e Quarrata.
Ciò che gli inquirenti contestano all’azienda Vannucci è di aver celato all’erario, nei due anni presi in esame, redditi che non vengono considerati risultato dell’attività agricola, assoggettati perciò ad una tassazione agevolata, bensì di un’attività commerciale, e quindi equiparati ad un normale reddito d’impresa.
Le Fiamme Gialle contestano alla Vannucci Piante di aver venduto piante non prodotte in proprio ma comprate appositamente da altri vivai per poter soddisfare le esigenze dei propri clienti, senza che tra acquisto e vendita vi fosse un intervallo in cui le piante in questione venissero coltivate con un apporto significativo in termini di crescita o di vegetazione. Un fatturato su cui, perciò, la Vannucci avrebbe dovuto pagare l’Irpef.
L'azienda Vannucci, in una nota, «conferma la sua assoluta estraneità a qualsiasi fenomeno di attività commerciale occulta, che contraddirebbe la natura puramente floro-vivaistica della propria attività» dichiarandosi «certa che gli esiti del controllo attesteranno rapidamente la piena regolarità del suo operato».
«L'attività condotta nei confronti del vivaista – spiega il procuratore capo Canessa – s'inquadra in un più ampio piano operativo che vede le Fiamme Gialle pistoiesi impegnate da oltre due anni a tutela del distretto florovivaistico, allo scopo di accertare l'applicazione corretta del regime fiscale previsto per gli imprenditori agricoli e le possibili condotte di concorrenza sleale in un settore economico che nella provincia ha straordinaria rilevanza in termini produttivi ed occupazionali».
Procura e Finanza spiegano come le attività «svolte complessivamente nei confronti di 25 imprenditori abbiano messo in luce che, accanto alla vocazione agricola del vivaismo, consistente nella produzione e nell'apprezzabile accrescimento arboreo delle piante, in molti casi era stata posta in essere anche una "parallela" vendita di piante non dichiarata al Fisco.
«Quindi è stato acclarato che una parte dei proventi delle aziende agricole controllate – spiega il procuratore di Pistoia – scaturiva da una sistematica pratica commerciale sconosciuta al Fisco e non dal semplice esercizio dell'attività agricola, distinzione invece rilevante visto che gli esercenti l'attività agricola o connessa all'agricoltura beneficiano di un regime fiscale di favore mentre la compravendita va assoggettata alla disciplina impositiva più onerosa delle imprese commerciali».
Massimo Donati
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