Lutto
Sette immobili sequestrati ai Vivai Vannucci dopo le verifiche fiscali
Pistoia, la Guardia di finanza nell’azienda di Piuvica per eseguire i provvedimenti disposti dalla procura della Repubblica. Il valore dei beni ammonta a 530.000 euro. Dal 2013 le Fiamme gialle hanno segnalato un'evasione nel settore che sfiora i 50 milioni di euro
PISTOIA. La Guardia di Finanza di Pistoia ha eseguito provvedimenti di sequestro nei confronti dell’azienda vivaistica Vannucci. Si tratta di una conseguenza dell’indagine avviata dalla procura della Repubblica nei confronti della principale azienda pistioiese del settore in seguito alle verifiche fiscali messe in atto dalle Fiamme gialle nel maggio di due anni fa. I sequestri riguardano alcuni immobili di proprietà dell’azienda.
Sulla vicenda ha emesso un comunicato stampa il Procuratore della Repubblica Paolo Canessa, in cui si conferma appunto che la Guardia di Finanza di Pistoia ha eseguito nella sede di via Dogaia, nel Comune di Quarrata, al confine con quello di Pistoia, il provvedimento di sequestro “per equivalente” di sette immobili emesso dal Gip del Tribunale di Pistoia, dottor Alessandro Buzzegoli, su richiesta appunto del Procuratore Paolo Canessa e del Sostituto Fabio Di Vizio, nei confronti di Vannino Vannucci, titolare di una azienda agricola leader nel settore del vivaismo, per il reato di infedele dichiarazione dei redditi per gli anni d’imposta 2011 e 2012.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.11425369:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11425369:1652077410/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il valore dei beni sequestrati, prosegue la nota, ammonta ad oltre 530.000 euro "corrispondente all’imposta evasa, constatata a conclusione di una verifica fiscale eseguita dal Nucleo di Polizia Tributaria di Pistoia".
Il comunicato poi spiega che "l’attività condotta nei confronti del vivaista s’inquadra in un più ampio piano operativo, sviluppato in costante coordinamento con l’Autorità Giudiziaria e la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, che vede le Fiamme Gialle pistoiesi impegnate da oltre due anni a tutela del distretto florovivaistico allo scopo di accertare l’applicazione corretta del regime fiscale previsto per gli imprenditori agricoli e le possibili condotte di concorrenza sleale in un settore economico che nella provincia ha straordinaria rilevanza in termini produttivi ed occupazionali".
"Le attività di polizia tributaria e giudiziaria - svolte complessivamente nei confronti di 25 imprenditori tra i quali annoverare alcuni “produttori del verde” di livello internazionale - hanno messo in luce che, accanto alla vocazione agricola del vivaismo consistente nella produzione e nell’apprezzabile accrescimento arboreo delle piante, in molti casi era stata posta in essere anche una “parallela” vendita di piante non dichiarata al Fisco. Quindi è stato acclarato che una parte dei proventi delle aziende agricole controllate scaturiva da una sistematica pratica commerciale sconosciuta al Fisco e non dal semplice esercizio dell’attività agricola, distinzione invece rilevante visto che gli esercenti l’attività agricola o connessa all’agricoltura beneficiano di un regime fiscale di favore mentre la compravendita va assoggettata alla disciplina impositiva più onerosa delle imprese commerciali. Dal 2013 la Guardia di Finanza di Pistoia ha segnalato un’evasione fiscale nel settore florovivaistico che sfiora 50 milioni di euro ai fini delle Imposte Dirette".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
