Sicurezza
Movida, l’Asl chiede una “bonifica sonora”
Pistoia, ancora troppo rumore in piazza della Sala e dintorni: autoregolamentazione applicata “solo in modestissima parte”
PISTOIA. Non è nell’area industriale di Sant’Agostino e neanche nel trafficatissimo viale Adua. No, il vero punto “caldo” di Pistoia dal punto di vista dell’inquinamento acustico rimane l’area della Sala e dintorni. Il tutto per via della “movida”, cioè del viavai di clienti dentro e fuori dei numerosi locali della zona, tra musica nella prima parte della notte e chiacchiere in libertà fino a ora tarda, che impediscono a chi abita nella zona di dormire tranquilli.
La questione viene riproposta dall’Unità di igiene pubblica dell’Asl, nel parere formulato alla variante generale del piano di classificazione acustica (vedi notizia a lato). Il piano approvato dalla giunta Bertinelli è sostanzialmente condiviso, ma c’è un punto su cui il parere, firmato dalla responsabile Paola Piccioli, è particolarmente netto.
“Si evidenzia ancora una volta – si legge nel documento Asl – il mancato rispetto dei limiti assoluti nel centro storico cittadino pistoiese dovuti al fenomeno della ’Movida’ e a tal proposito si significa che ad oggi questo ufficio non ha rilasciato alcun parere relativamente ad un piano organico di bonifica acustica, fatte salve alcune iniziative in autoregolamentazione, annunciate e solo in modestissima parte messe in atto dagli esercenti del centro cittadino”.
Insomma, l’Asl ricorda che le sue stesse ricerche datate 2013 avevano consentito di verificare scientificamente livelli di grave inquinamento acustico (superiore a 75 decibel) nelle case di piazza della Sala. Non erano quindi le lamentele eccessive degli abitanti insofferenti per la ritrovata vivacità del centro ad alimentare le polemiche sulla “movida”, ma verifiche fatte dentro le case con strumenti specifici.
Il sindaco Bertinelli ricevette il 12 settembre 2013 quel rapporto dell’Asl, in cui si ipotizzava – come strumento di riduzione dell’inquinamento acustico – lo stop alla musica a mezzanotte. Ma Comune, commercianti e persino gli stessi residenti, optarono allora per una “autoregolamentazione” dei locali, con l’impiego di steward che si preoccupassero di calmare gli avventori sguaiati e limiti autoimpoisti alla musica. Si era cercato così di salvare capra e cavoli, cioé di rendere la Sala più vivibile senza soffocare la vitalità del centro.
Ma ora è l’Asl stessa a sottolineare che le iniziative di autoregolamentazione sono rimaste per lo più sulla carta. E infatti la nota prosegue sottolineando “il perdurare di numerose segnalazioni di disturbo da parte dei residenti del centro storico” e tornando quindi a chiedere all’amministrazione “l’attuazione di un piano di bonifica acustica coerente con l’obiettivo prefissato e soprattutto di concreta attuabilità”.
E per assicurarsi che la nota dell’Asl non passi inosservata, l’11 maggio il presidente dell’Associazione residenti nel centro storico di Pistoia, Andrea Sabatini, ha scritto a tutti i consiglieri comunali delle commissioni 2 (urbanistica) e 3 (ambiente), sottolineando che dopo le verifiche tecniche dell’Asl “l’area del centro storico non è stata interessata da alcuna specifica azione di risanamento con provvedimenti immediati, come richiesto dagli uffici sanitari, né il consiglio comunale ha esaminato la questione”. Del resto, lo nota lo stesso Sabatini, nello scorso febbraio i consiglieri comunali, durante una audizione dell’associazione, dimostrarono di non essere a conoscenza della ricerca dell’Asl.
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