Il Tirreno

Pistoia

Ex ispettore contrattacca «Un’azienda mal gestita»

di Pasquale Petrella
Ex ispettore contrattacca «Un’azienda mal gestita»

Davanti ai giudici del Tribunale sono comparsi anche due testi della difesa che hanno avvalorato il giudizio, nel mese di giugno le ultime due udienze

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Siamo arrivati alle battute finali per il processo che vede imputati sei ex ispettori dell'azienda partecipata Publicontrolli srl, licenziati nel giugno del 2010 e contemporaneamente messi sotto processo con le accuse di truffa pluriaggravata verso lo Stato, per essersi ripetutamente assentati dal lavoro utilizzando parte del tempo dell'orario lavorativo per attività ricreative o personali, e di peculato per aver utilizzato i veicoli della Publicontrolli per usi personali e comunque diversi da quelli istituzionali. Il prossimo undici giugno ci sarà l'esame conclusivo degli imputati e nell'udienza del 18 giugno la discussione finale con la relativa sentenza.

A rispondere delle accuse sono Andrea Bagni, 59 anni, di Agliana; Lorenzo Bicci, 38; Vento Capecchi, 36; Gionata Luchetti, 37; Vincenzo Montefusco, 47; e Marco Valdiserri 38 anni, tutti di Pistoia.

Ad analizzare l'udienza di ieri non si può non mettere in evidenza una giornata favorevole alla difesa degli imputati. Davanti al tribunale hanno deposto prima Lorenzo Bicci, 38 anni, imputato e poi due testimoni della difesa: Antonio Mangiapane , 64 anni, un cittadino che ha avuto a suo tempo una diatriba con Publicontrolli; e Silvano Guastini, 65 anni, dipendente della stessa azienda partecipata fra il 2001 ed il 2004. L'ex ispettore Bicci, incalzato dalle domande del pubblico ministero, Luigi Boccia, sui suoi spostamenti nei giorni di lavoro fra l'8 e il 9 ottobre del 2009 e del 13 gennaio 2010 quando era pedinato dalla polizia giudiziaria, ha dato la sua versione che in gran parte è stata diretta a dimostrare che non solo tutti i controlli alle caldaie che gli erano stati assegnati erano stati fatti ma che il mancato controllo di molti impianti era dovuto solo e soltanto alla cattiva organizzazione degli appuntamenti da parte dell'azienda. «La stessa azienda aveva messo in preventivo che il 70 per cento dei controlli non sarebbero andati a buon fine - ha dichiarato l'imputato - E d'altronde non avrebbe potuto essere diversamente visto che a monte non c'era la necessaria accuratezza per fissare gli appuntamenti, che venivano fatti inviando lettera ordinaria ai cittadini e spesso senza verificare se erano veramente residenti a quell'indirizzo». A questo proposito Lorenzo Bicci nel raccontare i suoi spostamenti della mattina dell'8 ottobre 2009 a Massa e Cozzile ha riferito che per i primi tre controlli ha avuto come riscontro una casa disabitata, un utente non presente in casa e un utente deceduto. Nei successivi due controlli ha trovato porte chiuse. «Ci davano il foglio con i nomi e gli indirizzi senza numero di telefono e quindi non potevamo neppure fare un tentativo per chiamarli e verificare se avevano ricevuto l'avviso per il controllo delle caldaie - ha detto Bicci - E in sede non avevamo neppure una postazione col computer così da poterci organizzare da noi le visite del giorno successivo con i dati salienti per poter effettuare i controlli con risultati certi».

Un dato avvalorato dal teste Guastini che ha prodotto una delle tante lettere inviate fra il 2001 e il 2004 ai vertici dell'azienda per cambiare la metodologia dei controlli. «Passavo le giornate chiuso in macchina senza poter svolgere il mio lavoro. Dovevo controllare le centrali termine superiori a 35kw e invece venivo inviato solo ad indirizzi dove trovavo caldaie domestiche con chilowatt inferiori. Nel 2004 mi sono licenziato». E che qualcosa non funzionasse per il verso giusto a Publicontrolli lo ha dichiarato anche il teste Mangiapane che dopo aver avuto uno scontro telefonico con un dipendente dell'azienda ha sporto querela in procura. Querela ritirata dopo la lettera di scuse da parte di Publicontrolli.Ma, quella di ieri, è stata una parentesi. Il 18 giugno accusa e difesa farano le loro conclusioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore