Attenzione
Quella prima volta alle Piramidi, 87 anni fa
Domenico Piemontesi fu il vincitore. A trionfare, poi, anche Charly Gaul e Francesco Casagrande
PISTOIA. La prima volta che la Corsa Rosa organizzata dalla Rcs Sport transitò dall'Abetone risale a 87 anni fa, con esattezza al 28 maggio 1928 e fu un campione combattivo e tenace come Domenico Piemontesi, certo non definibile come uno scalatore, che passò per primo davanti al campionissimo Alfredo Binda che poi avrebbe preceduto anche sul traguardo di tappa previsto quel giorno a Modena.
Ma nella leggenda dello sport del pedale è entrato soprattutto il passaggio dal Gran premio dlla montagna dell'Abetone svoltosi il 29 maggio 1940 quando, con il grande Gino Bartali ormai fuori classifica a causa di una brutta caduta, lo "Scopino di Castelmartini", al secolo Ezio Cecchi, comincia a fare il diavolo a quattro lungo la salita delle Piastre e resiste fino all'Abetone, scollinando con 7 sceondi su di un "certo" Fausto Coppi, un giovane debuttante che fa parte della Legnano di Bartali e che è considerato soltanto un "promettente gregario" di Ginettaccio.
L'indimenticabile scrittore e giornalista Orio Vergani così descrive l'azione di Coppi: «vidi uscire dal gruppo un ragazzo segaligno, magro come un osso di prosciutto di montagna. Avanzava sotto la pioggia mescolata alla grandine e così vidi venire al mondo Coppi. Vedevo qualcosa di nuovo: aquila, rondine, alcione, non saprei come dire, con le mani alte e leggere sul manubrio, le gambe che bilanciavano nelle curve, le ginocchia magre che giravano implacabili come ignorando la fatica; volava, letteralmente volava su per le dure scale del monte, fra il silenzio della folla che non sapeva chi fosse e come chiamarlo».
Per la cronaca il grande Fausto riacciuffò Cecchi, lo staccò inesorabilmente e si presentò da solo sul traguardo di Modena, vincendo la tappa con 3'45"su Bizzi e conquistando quella maglia rosa che avrebbe poi portato fino al traguardo finale di Milano.
Dopo questa parentesi leggendaria l'Abetone fu scelto come arrivo dell'undicesima tappa del Giro 1954, il 1°giugno, partita da Cesenatico. A capo di 230 chilometri assai combattuti fu Mauro Gianneschi, originario di Ponte Buggianese, ad imporsi davanti a Grosso e a Franchi, mentre in maglia rosa figurava baldanzoso il carneade svizzero Carlo Clerici che, grazie ad una clamorosa fuga-bidone nella tappa dell'Aquila, farà sua la classifica finale della Corsa Rosa.
Il 18 maggio 1959 fu invece un grande campione come il grimpeur lussemburghese Charly Gaul a trionfare sul traguardo della terza tappa del Giro d'Italia, da Salsomaggiore Terme all'Abetone.
Gaul staccò di forza i belgi Hoevenaars e Van Looy, riuscendo a conquistare la maglia rosa e successivamente - dopo averla "prestata" per sei tappe al mitico Jacques Anquetil - a indossarla di nuovo ed a vincere il Giro. L'arrivo più recente all'Abetone risale al 22 maggio 2000 (con partenza della tappa da Prato) e fu la giornata dell'orgoglio toscano grazie alla memorabile impresa del fiorentino Francesco Casagrande, vincitore sul traguardo abetonese con 1'39" su Garzelli dopo una spettacolare fuga solitaria.
"Casetta" quel giorno indossò anche la maglia rosa del primato in classifica ma dovette però cederla - ormai in vista del traguardo finale di Milano - proprio a Garzelli, nel corso della "fatale" penultima tappa a cronometro che lo vide soccombere nei confronti dell'ex-gregario di Pantani.
Stefano Fiori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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