Lutto
Lo stalker era incapace di intendere
Perizia psichiatrica sull’uomo arrestato per le molestie sul pullman
PISTOIA. Più volte aveva dovuto sopportare i suoi volgari e pesanti apprezzamenti di carattere sessuale mentre si trovava sul pullman del Copit da lei quotidianamente utilizzato per andare a scuola a Pistoia. Per non parlare delle minacce, degli sfioramenti, delle offese. Tanto che la quattordicenne studentessa della Montagna pistoiese aveva dovuto rinunciare a servirsi di quel mezzo pubblico, a dir poco intimorita dalle intemperanze dell'uomo, andate avanti dal settembre al dicembre dello scorso anno. Con l'accusa di atti persecutori aggravati e ingiurie, Stefano Caciagli, 49 anni, di San Marcello, in carcere dallo scorso febbraio su ordinanza cautelare del gip, è ora sotto processo in tribunale. Ma al momento in cui aveva commesso i fatti a lui contestati, non era capace di intendere e di volere. Almeno secondo il perito nominato dal giudice monocratico Luciano Costantini.
Nella consulenza esaminata ieri mattina in aula, lo psichiatra – era stata l’avvocato difensore Pamela Bonaiuti a chiedere che fosse disposta sul suo assistito una perizia – ha dichiarato che tale capacità in Caciagli era completamente abolita all’epoca dei fatti.
«Il mio assistito non è un delinquente ma solo una persona che ha bisogno di essere curata – spiega l’avvocato Bonaiuti – Ha una famiglia che lo assiste e che gli sta accanto. Sono sicura che una volta terminata un’eventuale terapia potrà tornare tranquillo nella sua amata Maresca».
Il prossimo 19 maggio è attesa la discussione, seguita dalla sentenza.
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