Gioco
«Ho visto le ambulanze, sapevo che era lei»
Il dolore del figlio della donna investita sulla Statale: stava andando a prenderla all’uscita dal lavoro
PISTOIA. Il figlio Alessandro, 21 anni, ha provato a chiamarla al cellulare. Ma il telefono suonava a vuoto. «Avrà il silenzioso ho pensato» racconta il ragazzo. A pranzo si erano dati appuntamento per la sera, fuori dalla Nove Alpi di via Fiorentina, dove Graziella Palmisano lavora da qualche mese.
«La macchina – continua il figlio della donna investita lunedì – l’avevo io. Sarei dovuto passarla a prendere dal lavoro appena fatto, come ci eravamo detti a pranzo. Mia mamma fa i turni e ieri sera (lunedì, ndr) usciva tardi, verso le dieci. Quando sono arrivato all’altezza di Bottegone, ho visto le ambulanze sulla Fiorentina. Allora ho inchiodato e ho chiesto se fosse successo qualcosa a una donna. Mi hanno detto sì. Sapevo già che era lei. Poi l’ho vista per terra».
Graziella Palmisano si era avviata a piedi lungo la strada per andare incontro al figlio. «Era poco distante dal lavoro… avrà fatto cinque minuti di camminata» racconta Alessandro Recchia. A casa, ad aspettarla, l’operaia di Valenzatico ha un’altra figlia, di 16 anni. «Andare via in quel modo, dopo averla investita – dice all’ indomani dell’incidente il figlio – è stato da vigliacchi, ma – continua – ora mi interessa solo di mia madre».
Due famiglie di Quarrata che in questo momento stanno attraversando dei grandi dolori, seppur in maniera completamente diversa. Da una parte quella della mamma di 43 anni che sta lottando nel reparto di terapia intensiva all’ospedale di Careggi. Dall’altra quella di Mirko Monaco,che dopo aver investito la donna è scappato. Adesso il giovane chiede scusa per il grave gesto. Ha avuto paura, questa l’unica cosa che può dire. Il padre, Enzo Monaco, esprime vicinanza alla famiglia della donna investita.
Beatrice Faragli
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