Sicurezza
Sono sconvolta, ho avuto davvero paura
Parla la moglie dell’ex datore di lavoro. «Mi ha detto brandendo l’arma: apri sennò ci pensa questa»
QUARRATA. «Sono sconvolta, poteva finire davvero male». Giuseppina Lombardi, 59 anni, è ancora in preda alla paura. «Più passano le ore e più mi sembra di star peggio» dice la donna all’indomani delle minacce ricevute domenica pomeriggio dall’ex dipendente della società del marito, Giuseppe Palma.
Quando l’uomo ha suonato il campanello alla disperata ricerca dell’ex datore di lavoro, lei era fuori casa, dietro una siepe, a stendere il bucato. Tra loro pochissimi metri di distanza e il cancello dell’abitazione della famiglia Palma, a Caserana.
«Ho sentito la sua voce e l’ho subito riconosciuta – racconta Giuseppina Lombardi sull’ex operaio – “Apri” continuava a dirmi, “t’ho detto apri, devo parlare con tuo marito, voglio rispetto”. D’istinto – ricorda la donna – gli ho detto che Giuseppe non c’era. “Vai via, vai vai” gli ho ripetuto diverse volte».
L’uomo però è rimasto al cancello per alcuni minuti continuando a urlare. «Vociava. Non voleva sentire ragioni». Poi ha tirato fuori l’arma.
«Ha puntato la pistola al cielo e – racconta la Lombardi - ha fatto quel gesto col caricatore. L’ha portato verso il basso e mi ha detto “apri sennò ci pensa questo”. A quel punto è sparito».
Un attimo dopo aver alzato l’arma infatti, l’ex dipendente se n’è andato via.
«Prima di domenica non era mai accaduto niente di simile ma– riprende la donna – Appena ho riconosciuto la sua voce ho subito detto che mio marito non era in casa. Volevo evitare che si incontrassero, visto lo stato in cui si trovava questa persona».
Un gesto istintivo, da moglie, che forse ha evitato il peggio, e su cui la donna non ha avuto incertezze. In realtà Giuseppe Palma era in casa, in una delle stanze al primo piano.
«Per tutto il tempo – spiega la Lombardi – ho continuato a ripetergli che non c’era e che se ne doveva andare, ma lui insisteva».
Tutto si è consumato nel giro di pochi minuti. Ieri pomeriggio, a distanza di ventiquattro ore dall’accaduto, la donna era ancora sconvolta. Quelle parole ripetute al cancello di casa e quel carrello tirato come a inserire il colpo in canna sono immagini fresche nella sua testa, portatrici di paura e di una sensazione d’insicurezza difficili da mandare via.
Beatrice Faragli
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