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Pistoia

La procura indaga sul Caselli

La procura indaga sul Caselli

Indagine contro ignoti per abuso d’ufficio. Sarà acquisita la relazione della Commissione d’inchiesta

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QUARRATA. «La Procura di Pistoia ha disposto l’acquisizione della relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta sulla gestione del patrimonio immobiliare delle Asl nell’ambito dell’attività investigativa inerente l’ex ospedale Caselli di Quarrata, in provincia di Pistoia. Il reato ipotizzato è quello di abuso d’ufficio, secondo l’art. 323 del Codice penale».

A dare la notizia è Stefano Mugnai, che oggi è il candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Toscana ma che è stato il presidente della Commissione regionale d’inchiesta. «L’iniziativa della magistratura, per il momento diretta contro ignoti - sottolinea Mugnai - è il segno che abbiamo fatto un lavoro serio, mettendo in luce perplessità evidentemente condivise anche dall’autorità giudiziaria».

L’ordine di esibizione dei documenti – per la cui esecuzione i carabinieri di Quarrata si recheranno in consiglio regionale nei prossimi giorni – riguarda per l’assemblea toscana la relazione finale della Commissione d’inchiesta presieduta da Mugnai. Tuttavia il pubblico ministero chiede di entrare in possesso anche di atti di altre pubbliche amministrazioni. In particolare richiede "ogni documento inerente la pratica di avviso pubblico bandita dalla Asl 3 di Pistoia per il reperimento della struttura finalizzata alla costruzione della Casa della Salute di Quarrata", e anche "i bilanci della Asl 3 di Pistoia per il periodo 2011-2014".

Chiuso dall'ottobre 2010, l'ex ospedale Caselli (in realtà, negli ultimi anni, una residenza sociale per anziani), dove va diventare sede della Casa della salute, ospitando ambulatori e studi medici. Ma il costo molto alto della ristrutturazione - circa quattro milioni di euro - spinse l'Asl, proprietaria dell'edificio, a cercare, nel 2013, un'altra sede, contando sulla possibilità di mettere il Caselli sul mercato.

La Commissione regionale appurò che però l'edificio non era mai stato inserito nel piano Asl degli immobili da dismettere. E lo stesso direttore generale Roberto Abati ammise che nel bilancio dell'azienda non si era tenuto conto, per errore, di un finanziamento regionale di 425.000 euro già concesso nel 2010 per realizzare la Casa della salute. Non a caso in un esposto alla procura presentato nel marzo scorso dal comitato "#salviamoilcaselli" si ipotizzavano danni erariali e ipotesi di reato nella gestione dei finanziamenti da parte dell'Asl 3.

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