Italia
Nel 2004 e 2008 le due sentenze
«Un assunto rimasto indimostrato nel processo». Scrisse così nella sua sentenza di primo grado, il 1º giugno 2004, il giudice Alessandro Buzzegoli per motivare l’assoluzione dei tre dirigenti della...
«Un assunto rimasto indimostrato nel processo». Scrisse così nella sua sentenza di primo grado, il 1º giugno 2004, il giudice Alessandro Buzzegoli per motivare l’assoluzione dei tre dirigenti della Breda (Corrado Fici, Roberto Cai e Giuseppe Capuano) sotto processo per le morti da amianto nello stabilimento di via Ciliegiole. L’assunto era che i dirigenti in questione potessero davvero prevedere che il contatto dei lavoratori con l’amianto avrebbe potuto provocare, a distanza di anni, casi di mesotelioma, il mortale tumore ai polmoni caratteristico di chi ha respirato fibre di amianto. Considerazioni che poi vennero confermate nel marzo 2008, dalla Corte di Appello di Firenze, che confermò le assoluzioni nei confronti dei dirigenti Breda. Da allora sul fronte giudiziario la vicenda amianto si è conclusa. Non così, purtroppo, su quello umano: le morti da amianto sono uno stillicidio che continuerà ancora per molti anni, a Pistoia. Dove su 4.000 lavoratori Breda si contano 24 casi accertati di mesotelioma, mentre la media nazionale è di un caso su centomila.
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