Gioco
Ruganti e Billero: troppi silenzi dal governo e da Rossi attorno ad AnsaldoBreda
Pistoia, due consiglieri comunali di maggioranza lanciano l'allarme sui rischi di indebolimento dell'azienda ferroviaria ceduta a Hitachi
PISTOIA. "Ci preoccupa lo scarso interesse del Governo e il silenzio del presidente della Regione Enrico Rossi, il quale aveva promesso di opporsi a qualsiasi progetto di ridimensionamento con qualsiasi mezzo e che solo oggi, in piena campagna elettorale, chiede ad Hitachi di presentare un piano industriale". Lo scrivono, in una nota, i consiglieri comunali di maggioranza di Pistoia Nicola Ruganti (Insieme per Pistoia) e Rosalia Billero (Federazione della sinistra), in riferimento alla cessione dell'azienda ferroviaria AnsaldoBreda al gruppo giapponese Hitachi.
"Proprio alla vigilia delle elezioni regionali - si legge ancora nella nota - ci piacerebbe conoscere, al netto di promesse di soluzioni individuali e soluzioni ad hoc, che cosa pensino e propongano i candidati, soprattutto quelli che fanno riferimento al tradizionale blocco di governo del nostro territorio, che oggi coincide col governo nazionale". I due consiglieri esprimono preoccupazione "per la ricaduta di decisioni imprenditoriali e di scelte che ad oggi non è dato vagliare attraverso il fisiologico dibattito tra le parti sociali, né nel dibattito pubblico, entrambi beni comuni cui sempre più spesso si rinuncia, con la rassegnazione di molti e il calcolato cinismo di pochi".
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In un confronto tra AnsaldoBreda e i sindacati metalmeccanici a Roma è emerso che, una volta entrata in Hitachi (il passaggio deve essere ancora perfezionato), l'attuale organico dell'azienda (che oltre alla sede di Pistoia è articolata in altre tre sedi, come Napoli, Reggio Calabria e Palermo) dovrà dimagrire di 282 unità su 2.256. Oltre allo stabilimento di Palermo nella sua interezza (già da mesi escluso dalla vendita a Hitachi), ci sono quindi 129 esuberi di cui 67 a Pistoia. I sindacati stanno trattando per individuare prepensionamenti e ammortizzatori sociali che consentano l'uscita "dolce" entro il 2019. Per le aziende dell'indotto, invece, AnsaldoBreda ha annunciato un vero giro di vite: in caso di ritardi o inadempienze contrattuali, saranno anche rescissi i contratti di fornitura.
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