Gioco
Dal Comune di Pistoia nessun favore alle maestre del Cip Ciop
Le motivazioni della sentenza di Genova che ha assolto la funzionaria di Palazzo di Giano
PISTOIA. Nessuna condotta omissiva da parte della funzionaria comunale, anche perchè non le erano arrivate segnalazioni di ciò che stava accadendo in quell’asilo. E quando ciò era avvenuto, aveva subito programmato delle verifiche. Insostenibile, inoltre, la tesi dei favoritismi nei controlli: tutte le ispezioni, allora, dovevano essere preavvisate. Infine, totale assenza del nesso causale tra i comportamenti dell'imputata e i maltrattamenti poi posti in essere dalle due maestre del Cip Ciop, Maria Laura Scuderi ed Elena Pesce, già condannate in un altro processo sia in primo grado che in appello.
Depositate le motivazioni della sentenza con cui, il 10 luglio scorso, il tribunale di Genova ha assolto con formula piena la funzionaria responsabile dell'Unità operativa asili nido del Comune di Pistoia, Donatella Giovannini, accusata di abuso d'ufficio, omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale e di maltrattamenti in concorso.
Per il reato di omessa denuncia lo stesso pm Silvio Franz aveva chiesto l’assoluzione. Nelle motivazioni estese dal presidente del collegio giudicante Nicoletta Cardino (giudici a latere, Daniela Faraggi e Maria Eugenia Oggero), viene evidenziato come solo nel novembre 2009 la Giovannini venne a conoscenza che qualcosa in quell’asilo non andava: «L’imputata non era rimasta inerte, se era rapportata con le sue superiori, aveva contestato ciò che aveva appreso alla Scuderi e progettato verifiche presso il suo asilo, poi non attuate essendo intervenuti di lì a poco gli arresti».
Per il reato di abuso d’ufficio il pm aveva chiesto la condanna: avrebbe procurato alla Scuderi un ingiusto vantaggio patrimoniale comunicandole preventivamente le ispezioni previste nel suo asilo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.8894670:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2014/03/21/news/condanne-confermate-per-le-maestre-dell-asilo-cip-ciop-1.8894670]]
Il tribunale evidenzia però come il regolamento comunale di allora, che secondo il pm la Giovannini aveva violato, non prevedeva controlli a sorpresa, verbalizzazioni delle ispezioni o sanzioni. «I controlli dovevano essere necessariamente preavvisati se si trattava di verifiche di tipo tecnico, strutturale, edilizia, Asl... Anche perchè occorreva la presenza dei responsabili della struttura...».
«Che poi la Scuderi avesse ottenuto dall’imputata qualche trattamento di favore, l’istruttoria consente senz’altro di escluderlo» conclude il tribunale, sottolineando «la meticolosità, documentata, dell’iter che ha condotto all’autorizzazione dell’asilo Cip Ciop» .
Anche per il reato di concorso in maltrattamenti il pm aveva chiesto la condanna: omettendo di svolgere l’attività di controllo avrebbe consentito alle maestre di maltrattare i bambini; tale omissione, con particolare riguardo alla verifica della sussistenza del prescritto rapporto numerico tra operatori e bambini, avrebbe permesso alla Scuderi di assumere comportamenti tali da imporre loro sofferenze fisiche e morali.
Il tribunale spiega come, nel caso, tale reato avrebbe dovuto esplicarsi nella forma del dolo eventuale: chi agisce o omette di agire deve essere consapevole che c’è la probabilità che un evento, anche se da lui non voluto, accada. Tuttavia il tribunale ribadisce come segnalazioni su presunti maltrattamenti al Cip Ciop non «siano mai pervenute alla Giovannini, direttamente o tramite personale del Comune... Non solo, ma erano pervenute al Comune indicazioni di segno contrario, ossia di gradimento della struttura... Quelli che potevano essere segnali effettivi di allarme (e che l’imputata era ovviamente impossibilitata a cogliere) non sono stati percepiti neppure dai genitori...».
Da punto di vista del preteso nesso di causalità tra omesso controllo e maltrattamenti, i giudici spiegano come anche l’unico dato che un controllo a sorpresa avrebbe potuto accertare – il mancato rispetto cioè del parametro numero di operatori/numero di bambini – sia sopravvalutato: per il benessere psico-fisico dei bambini è rilevante, piuttosto «il modo in cui l’operatore si rapporta con il minore e la qualità della cura».
«Le condotte in uso all’asilo – aggiunge – sarebbero rimaste inavvertite anche con visite a sorpresa, che in ogni caso non potevano che essere saltuarie e brevi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
