Partita l’avventura della centrale unica
Concluso lo switch off alle 9,11 un’operatrice da Pistoia ha preso la prima telefonata da Empoli. Abati: orgoglioso di voi
PISTOIA. «Pronto, chiamo da Empoli, ho un problema respiratorio». Sono le 9,11 e la prima telefonata da un Comune dell’Empolese è presa in carico dall’operatrice Lisa Querci. Alla signora, che ovviamente non sapeva di parlare con un operatore a Pistoia, è stato inviato un mezzo medicalizzato.
Solo un minuto prima, nelle due centrali del 118 era stato concluso lo switch off, con la linea di Empoli confluita in quella di Pistoia, a sua volta potenziata negli ultimi otto mesi sia negli spazi che nelle attrezzature, per rispondere ad un bacino di 550.000 abitanti. Trentasette i comuni serviti dalla nuova centrale operativa, 22 in provincia di Pistoia e 15 in quella di Empoli, con un’estensione territoriale di duemila chilometri quadrati, che saranno chiamati a coprire i mezzi delle associazioni di volontariato insieme alle automediche del 118.
Oltre centomila le telefonate che dovrà gestire annualmente il Dipartimento interaziendale tecnico del 118. I direttori generali delle due Asl, Roberto Abati per la Asl 3 e Monica Piovi per l’Asl 11 di Empoli, hanno firmato la convenzione che sanciva la fusione delle due centrali il 23 gennaio 2015.
E se dall’Azienda sanitaria pistoiese si afferma che quella di ieri “è una data da ricordare”, con il direttore generale che si è complimentato personalmente con tutti gli operatori presenti in sala «per l’ottimo lavoro di squadra» non si può non ricordare che scelte come questa sono anche frutto della necessità di razionalizzare. Pistoia ha ottenuto - piccolo “compenso” per essere stata la città dov’è nato il 118 - che la sua centrale operativa gestisca le maxi emergenze. Ai 36 operatori che settimanalmente presteranno il proprio lavoro nei locali attigui all’ex presidio ospedaliero del Ceppo, si affiancheranno infatti gli operatori della cosidetta “Funzione 2”, quella delle eventuali maxi emergenze regionali da gestire.
Erano cinquanta gli operatori (tra sanitari e tecnici) presenti ieri mattina in centrale per mettere a punto gli ultimi dettagli del nuovo sistema: «Una struttura - spiega Piero Paolini, direttore del Dipartimento interaziendale tecnico - che gestirà 100.000 chiamate di soccorso e 80.000 missioni l’anno.
La centrale è stata potenziata: abbiamo aumentato le postazioni degli operatori, da 14 a 20, sono stati installati sistemi radio ed informatici di ultima generazione, insieme a nuove cartografie digitali e geolocalizzatori in grado di acquisire automaticamente lo stato di avanzamento dei soccorsi. In questo modo è consentito un dialogo costante e in tempo reale con gli operatori della centrale.
A tutto questo - continua Paolini - dobbiamo aggiungere la telemedicina, i tablet life mobile sulle automediche e le ambulanze, i defribillatori e i massaggiatori automatici già attivi da tempo sul nostro territorio. La nostra centrale - asserisce Piero Paolini - è in grado di verificare tutti gli elementi relativi all’avanzamento della missione, i tempi di percorrenza dei mezzi, e il livello di operatività. Mentre la persona viene trasportata verso l’ospedale i suoi dati e le sue informazioni cliniche sono già disponibili per gli operatori sanitari anche nel Pronto soccorso di destinazione del paziente».
L’altro elemento di novità è costituito dalla presenza continua di un medico in centrale. Ieri mattina era presente il dottor Nicola Bertocci.
«Con la fusione delle due centrali - commenta Alessio Lubrani, vice direttore del Dipartimento e medico della centrale operativa di Empoli - i cittadini devono percepire come unica differenza il miglioramento continuo del sistema dei soccorsi, perché il nostro obiettivo è quello di aumentare ancora il livello qualitativo, portando sul territorio le competenze ospedaliere piuttosto che il paziente in ospedale».
Tiziana Gori
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